Andrew Hall: (sette domande per comprendere) Analogie e Differenze tra Arti Pure e Arti Applicate

Andrew Hall è docente di illustrazione presso il corso di laurea in Graphic Design del Central Saint Martins College of Art & Design, a Londra. Quelli che pubblico di seguito sono alcuni tra i passi che preferisco del suo libro, “Professione Illustratore”.

Si può cedere alla tentazione di considerare le “arti pure” e le “arti applicate” come un’unica entità. Queste possono sembrare simili, condividere lo stesso linguaggio visivo ed essere realizzate dalla stessa persona. Eppure, per quanto questa tentazione possa essere forte, per comprendere a fondo il ruolo dell’illustrazione (una forma di arte applicata) è importante esplicitare le loro differenze.

Il modo migliore è quello di porsi domande riguardo alle intenzioni alla base dell’immagine, cioè dell’oggetto che attira il nostro sguardo:

  1. Qual’è il motivo originario e principale alla base dell’oggetto?
  2. Qual’è la funzione designata e principale dell’oggetto?
  3. Qual’è la composizione materiale designata dall’oggetto?
  4. Qual’è il prezzo designato e iniziale dell’oggetto?
  5. Qual’è la tiratura designata e iniziale dell’oggetto?
  6. Qual’è il destinatario designato e principale dell’oggetto?
  7. Qual’è il contesto designato e principale dell’oggetto?

Utilizzando queste domande come struttura di base, possiamo provare ad estrapolare i caratteri fondamentali di un’opera visiva di “arte pura” e di una di “arte applicata”. Si possono sempre aggiungere altri criteri di definizione a questa lista, man mano che si cerca di rispondere alle varie domande.

Andrew Hall, Professione Illustratore
Introduzione, estratto dal capitolo 1.1 Analogie e differenze tra arti pure e arti applicate

Immagine: Cubik, via David Foldvari

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