Il Successo: Come Ottenerlo nell’Arte

Talento, passione e tanto studio

Queste quattro parole sono state pronunciate da uno dei concorrenti di un famoso talent show. Non saprei dire quando, ma ricordo di aver prestato attenzione proprio perché quel tanto studio veniva menzionato dopo i talento e passione che mi avevano riempito le tasche da tempo.

Il successo è davvero frutto di questi pochi elementi, talento-passione-studio, combinati in percentuali variabili? Esiste veramente una ricetta per ottenere successo nel mondo dell’arte? Penso di sì, che la ricetta esista, e sia anche piuttosto semplice. Scopriamola insieme come realizzarla.

Ottenere il successo nell’arte sfruttando il proprio Talento

Come anticipato, per essere artisti di successo è necessario trovare un buon equilibrio fra talento, passione e studio. Bisogna essere tutte e tre le cose insieme, continuamente, e imparare ad integrare con l’uno la carenza degli altri, o viceversa. Non dirò certamente che per affermarsi come artisti il talento non serva. Tutt’altro! Ma è bene capire subito che il talento da solo non è sufficiente.

Che cos’è il talento

Il talento è l’inclinazione naturale di una persona a far bene una certa attività. Secondo la definizione riportata su Treccani.it, il talento è

Ingegno, predisposizione, capacità e doti intellettuali rilevanti, specifici in quanto naturali e intese a particolari attività: avere molto, poco t.; essere dotato di grande t.; un ragazzo pieno di t. o, più brevemente, un giovane di t.; i suoi t. sono giustamente apprezzati; avere t. artistico, musicale, letterario; (…) Per estensione riferito alla persona stessa: è un vero t. (…)

Ribadiamo ancora una volta il concetto: si tratta di inclinazione naturale. Detto questo però, nessuno dei grandi maestri della storia ha fatto a meno di un apprendistato professionale o periodo a bottega.

Il grande talento a bottega

Leonardo da Vinci, uomo d’ingegno e talento universale del Rinascimento Italiano, è stato pittore, ingegnere e scienziato italiano. Divenuto evidente il suo interesse nel “disegnare et il fare di rilievo, come cose che gl’andavano a fantasia più d’alcun’altra”, il padre lo mandò, dal 1469 o 1470, nella bottega di Andrea del Verrocchio, che in quegli anni era una delle più importanti di Firenze, nonché una vera e propria fucina di nuovi talenti.

Michelangelo Buonarroti, protagonista del Rinascimento italiano, fu riconosciuto già al suo tempo come uno dei maggiori artisti di sempre, è stato uno scultore, pittore, architetto e poeta italiano. Nel 1487 approdò alla bottega di Domenico Ghirlandaio, artista fiorentino tra i più quotati dell’epoca. Una volta divenuto famoso, cercò di nascondere gli inizi della sua attività in bottega parlandone non come di un normale apprendistato professionale, ma come se si fosse trattato di una chiamata inarrestabile dello spirito, contro la quale il padre avrebbe inutilmente tentato di resistere.

Raffaello Sanzio è stato un pittore e architetto italiano, tra i più celebri del Rinascimento italiano. Nella bottega del padre, il giovanissimo Raffaello apprese le nozioni di base delle tecniche artistiche, tra cui probabilmente anche la tecnica dell’affresco. Non è però noto attraverso quali vie il giovanissimo pittore arrivò a far parte della bottega del Perugino.

Riporto queste poche notizie per dimostrare che qualsiasi talento, seppure straordinario, da solo, non basta. Perché il talento dev’essere raffinato. E avere talento artistico non significa essere artisti, ma partire più avvantaggiati di altri sotto diversi aspetti.

Ottenere il successo nell’arte sfruttando la propria Passione

Come detto, avere talento artistico non significa essere artisti, ma piuttosto partire avvantaggiati sotto diversi aspetti. La passione poi, non è da tutti. E anche qui entriamo nel merito della questione.

Che cos’è la passione

Secondo Treccani.it

In senso generico, e in rapporto al significato fondamentale del verbo latino pati (v. patire, soffrire), il termine passione si contrappone direttamente ad azione, e indica perciò la condizione di passività da parte del soggetto, che si trova sottoposto a un’azione o impressione esterna e ne subisce l’effetto sia nel fisico sia nell’animo.

Metterei a questo proposito l’accento sul significato fondamentale del verbo latino, ovvero patire e soffrire. Essere appassionati d’arte significherebbe quindi patire e soffrire per essa, subirne l’effetto sia nel fisico sia nell’animo, conoscerne ogni minimo aspetto e dettaglio.

Essere (o diventare) veri appassionati

Citando Shout dalle pagine di FrizziFrizzi, per diventare scrittori bisogna leggere più libri possibili, dai grandi classici ai contemporanei, dai premi Nobel ai premi Pulitzer, dalle giovani promesse alle varie correnti letterarie. Per diventare illustratori (nel nostro caso artisti n.d.r.) professionisti è la stessa cosa.

Dovrete conoscere vita morte e miracoli di tutti i grandi di questo mestiere, passati e attuali. Guardare migliaia di immagini diverse dai più disparati autori vi aiuterà a maturare lo spirito critico necessario per giudicare il vostro lavoro e migliorarlo.

Se ancora non conoscete le molte star di questo mestiere, questo è un problema che va risolto in fretta attaccandosi al web. L’illustrazione (nel nostro caso l’arte n.d.r.) deve essere la vostra passione, al pari se non di più, di qualsiasi passione abbiate nella vita. Se volete riuscire non ci sono vie di mezzo, o così o non arriverete ad imporvi nel mercato.

L’unico modo di stare a galla è confrontarsi con i migliori: se non sapete chi sono non avete modo di farlo. Loro sono i migliori perché sono molto richiesti, lavorano tanto e guadagnano molto. Evidentemente hanno quello che serve per essere considerati tali.

Ben: Prima della pazzia sai cosa c’è?!
Billy: L’ossessione
Ben: … la passione
– Il mistero dei Templari

Anche se per spiegarlo ho usato le parole di un altro, spero che il concetto sia chiaro: si può essere semplici appassionati di qualsiasi cosa, ma abbinare la vera passione a talento e studio non può che produrre risultati esplosivi. Provare per credere.

Ottenere il successo nell’arte Studiando tanto

Si può essere semplici appassionati di qualsiasi cosa, ma abbinare la vera passione a talento e studio non può che produrre grandi risultati.

Michael John William Green è un noto pittore e scultore britannico. Cominciò la sua carriera nel teatro per poi passare alla pittura a 36 anni. Avendo dimostrato fin dai primi anni un talento naturale per la pittura e il disegno, imparò da autodidatta. Queste poche informazioni, disponibili su Wikipedia, dimostrano che i talenti naturali esistono, imparano e lo fanno da autodidatti.

Non importa come, l’importane è trovare i propri maestri e seguirne gli insegnamenti. Persino i grandi nomi del Rinascimento, indiscussi talenti, hanno dedicato tempo alla formazione in bottega.

Che cosa significa studiare

Il concetto di formazione ha molteplici significati ed è usato in diverse discipline. Secondo la definizione riportata su Treccani.it, studiare significa

Applicarsi all’apprendimento e all’approfondimento di uno o più campi o settori di conoscenza e di esperienza, o anche di un singolo argomento.

mentre imparare significa

Acquistare cognizione di qualche cosa, o fare propria una serie di cognizioni (relative a un’arte, a una scienza, a un’attività, ecc.), per mezzo dello studio, dell’esercizio, dell’osservazione, della pratica, attraverso l’esempio altrui, ecc.

Quest’ultima parte è particolarmente interessante: oltre che di studio e di esercizio, si parla anche di osservazione, pratica ed esempio altrui. Significa che possiamo imparare continuamente, da chiunque e in qualsiasi contesto, se solo intendiamo farlo.

Studiare e sfruttare la propria formazione

Ho scritto più volte di come e dove gli operatori culturali possano formarsi, di quali siano le professioni museali, oltre che di formazione primaria, secondaria o integrativa per artisti, illustratori e disegnatori.

Io stessa stilo un piano formativo periodico per perfezionare questa o quell’altra tecnica, un aspetto comunicativo o un nuovo sistema di promozione. Se anche voi siete buoni studenti, attenti però a non cadere nella trappola del formarvi di continuo.

C’è sempre questo o quel corso interessante .. perché non farlo? Per una semplice ragione: studiare tutto il tempo non è produttivo. I professionisti dovrebbero sfruttare appena possibile gli insegnamenti acquisiti. In fondo, l’obiettivo è appunto quello di acquisire nuove strumenti e conoscenze per lavorare meglio e più proficuamente. La formazione, specie quella avanzata, richiede tempo e denaro. Tempo e denaro che devono essere dedicati innanzitutto alla propria attività.

Riprendendo le prime righe del post, un altro spunto lo fornisce Shout dalle pagine di FrizziFrizzi:

Chi copia lo stile negli USA è visto come un farabutto, non fatelo mai, non copiate gli illustratori che vi piacciono, sarete esposti alla pubblica gogna, additati da colleghi come infami. L’unico modo per non copiare chi vi piace è farvi piacere una quantità tale di professionisti diversi tra loro che perderete ogni riferimento tecnico, e verrà fuori la vostra vera voce. Avere dei riferimenti ad ogni modo è importante, sono direzioni, segnali che vanno presi in considerazione.

Studiare è un passaggio fondamentale, ma non può essere l’unico. Torniamo ancora a quanto detto in apertura: per ottenere successo nell’arte ci vuole equilibrio.

Conclusioni. Ovvero ottenere il successo nell’arte con l’equilibrio fra talento, passione e studio

Chi ha la fortuna di nascere pieno di talento dovrà dedicare il giusto spazio allo studio e coltivare la passione per quello che fa. Tutto questo potrebbe sembrare scontato ad alcuni, ma non lo è affatto.

Posso elencare mentalmente i nomi e le facce di artisti straordinari che non si sono costruiti una carriera professionale perché peccavano non tanto nel talento, ma nello studio: si sentivano già arrivati. Altri, meno dotati, si sono imposti studiando e lavorando sodo, compensando con una straordinaria passione le proprie carenze stilistiche.

Altri ancora non hanno mai smesso di studiare. Magari sono molto bravi a farlo e ottengono valutazioni sopra la media, ma non riescono ad andare oltre la realtà di un semplice esercizio. Possono essere collezionisti, critici o docenti. Di sicuro si comportano da spettatori.

Abbiamo trattato ciascun argomento singolarmente: talento, passione e studio. Per sfondare in ambito artistico non bastano il talento e la passione: serve anche studiare. E allo stesso tempo non è sufficiente. Per essere completi, è necessario trovare il proprio equilibrio fra questi tre elementi.

Perché questo post

Perché ho pensato spesso a come il successo sia qualcosa di strano, di apparentemente inafferrabile. Mi è capitato di pensarci parlando di personaggi affermati, nei momenti di sconforto, oppure scambiando poche parole alla fine di un ottimo pasto.

Qualcuno aggiungerà che per avere successo nell’arte sia necessaria una buona dose di fortuna. Ora, per la fortuna, Astrologia in Linea potrebbe fornire la risposta giusta, ma non ne abbiamo parlato in questo post. Non confondiamo l’avere successo con l’essere famosi.

Per avere successo nell’arte non basta essere pieni di talento, grandi appassionati o bravi studenti. Per farcela davvero bisogna essere tutte queste cose insieme, continuamente.

Immagini: Everett Collection e Pressmaster via Shutterstock

Tag: