Teoria Del Colore: Contrasto Dei Complementari

Contrasto dei complementari - verde e rosso

L’evoluzione del colore nella pittura

Si parla di contrasto quando si avvertono differenze o intervalli evidenti tra due effetti cromatici posti a confronto, scriveva Johannes Itten nel suo Arte del Colore. Il contrasto dei complementari si ottiene abbinando due tinte opposte del disco cromatico.

In questo post approfondiremo il contrasto dei complementari a partire dagli articoli pubblicati su Sofonisba, Classroom_news, Cultor College, Timeless Beauty, Circolo d’Arti e Wikipedia.

Il contrasto dei complementari

Come già nei post precedenti, Antonella Colombo di Sofonisba e Vincenzo Gargiulo di Classroom_news hanno dedicano un corposo estratto dall’Arte del Colore di Johannes Itten:

Si definiscono complementari due colori i cui pigmenti mischiati fra loro diano un grigio-nero neutro. Dal punto di vista fisico si dicono complementari due luci colorate, allorché la loro miscela da una luce bianca. I complementari costituiscono una coppia singolarissima.

Per quanto contrari, si richiamano reciprocamente: giustapposti raggiungono il loro massimo grado di luminosità, mescolati si annullano (…) nel grigio. Di ogni colore non esiste che un complementare. Nel nostro disco cromatico, i complementari risultano diametralmente opposti.

Contrasto dei complementari - verde e rosso

Il sito Cultor College dedica un noto spazio all’evoluzione del colore nella pittura, ma in questo post citiamo in particolare la sezione a cura di Doug Kipperman e Melissa McKinstry dedicata alla teoria del colore nell’arte e nel design.

I complementari sono due colori uno di fronte all’altro sulla ruota dei colori, ad esempio, blu e arancio, giallo e viola, rosso e verde.

Quando una coppia di complementari ad alta intensità sono collocati fianco a fianco, sembrano vibrare e richiamare l’attenzione. Non tutte le combinazioni di colori, basato su colori complementari, sono forti e impegnativi, se i colori sono di bassa intensità il contrasto non e’ troppo duro.

L’intensità può essere modificata solo mescolando un colore con il suo complemento, che ha l’effetto di neutralizzare visivamente il colore. Cambiando i valori dei colori, con l’aggiunta di bianco o nero, si otterrà un effetto di ammorbidimento.

Antonio Ciaramenlla, fotografo e make up artist, sul portale Timeless Beauty scrive

Il contrasto di colori complementari è uno dei sette contrasti di Itten, si basa sull’accostamento di colori che costituiscono la ‘totalità cromatica’ in quanto comprendono, puri o in mescolanza, tutti e tre i primari.

È la situazione in cui si crea il massimo contrasto e il maggiore rafforzamento delle tinte.

Anche Alessandro Pedroni, autore dei post sulla pratica del disegno e della pittura sul sito Circolo d’Arti, dedica un post al contrasto dei complementari:

Per capire il concetto di colore complementare (…) ti serve di aver visto una ruota dei colori o addirittura averne fatta almeno una per esercizio (…) quando tracci un diametro qualsiasi sulla ruota dei colori individui una coppia di colori complementari, essi sono sempre in opposizione rispetto al centro.

Usa questo tipo di contrasto per mettere in evidenza certi elementi della composizione; oppure per creare una sensazione di naturale armonia, per assecondare il modo in cui la nostra mente tende a vedere naturalmente il complementare di ogni colore che noi percepiamo.

Per questo tipo di contrasto troviamo un approfondimento anche su Wikipedia, dove si legge

Due luci colorate si dicono complementari quando, sommate (sintesi additiva), danno come risultato una luce acromatica bianca. Il concetto di colori complementari è strettamente derivante dal concetto di tinte opposte. E quest’ultimo poggia su precise basi fisiologiche e ottiche.

Lo stesso post affronta il tema dal punto di vista della percezione umana e della pittura.

Immagini: opicobello via Shutterstock

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