Teoria del Colore: Contrasto di Colori Puri

L’evoluzione del colore nella pittura

Si parla di contrasto quando si avvertono differenze o intervalli evidenti tra due effetti cromatici posti a confronto, scriveva Johannes Itten nel suo Arte del Colore. Il contrasto di colori puri è il più semplice dei sette contrasti: non presenta una particolare complessità visuale, in quanto basta crearlo con l’accostamento di qualsiasi colore al più alto punto di saturazione.

In questo post approfondiremo il contrasto di colori puri a partire dagli articoli apparsi su Cultor College, Sofonisba, Classroom_news, Avato e Wikipedia.

Il contrasto di colori puri

Il portale Cultor College, di cui abbiamo parlato qui, dedica al contrasto di colori puri una delle schede sull’evoluzione del colore nella pittura. In particolare si legge:

Il contrasto di colori puri si ha quando si accostano colori al loro massimo grado di purezza, cioè non mescolati. Può aiutare a risolvere molti problemi pittorici in quanto riproduce la vitale ricchezza di una luminosità primordiale. I primari e secondari allo stato puro hanno una forza luminosa originaria e nello stesso tempo danno il senso di realtà tangibile e festosa. Per questo sono stati utilizzati con altrettanta proprietà per un’incoronazione della Vergine o per una natura morta realistica.

Il sito Sofonisba, nella sezione dedicata al linguaggio dei colori, approfondisce il contrasto di colori puri nel post “Il punto più alto di saturazione. Il contrasto di colori puri è il più semplice dei 7 contrasti”:

Questo tipo di contrasto non presenta una particolare complessità visuale, in quanto basta a crearlo l’accostamento di colore al più alto punto di saturazione. Il bianco-nero costituiscono il culmine del contrasto chiaroscurale. L’accostamento di giallo, rosso e blu rappresenta il massimo grado di tensione fra colori puri. 

Per creare questo tipo di contrasto sono necessari almeno 3 colori nettamente distinti. Il risultato è un effetto chiassoso, energico e deciso. Perde proporzionalmente di forza man mano che le tinte usate si allontanano dai 3 colori primari. Anche se l’accordo di giallo, rosso e blu possiede una forza assai superiore, tutti i colori puri, non composti, si possono dare contrasti energici. 

Il tema e il gusto soggettivo decideranno se, nell’accordo generale, debbano venire inclusi anche il nero e il bianco, in macchie più o meno rilevanti e quantitativamente estese. 

Nelle figure concernenti i valori e gli effetti cromatici, il bianco attenua la forza luminosa dei colori vicini e li scurisce, mentre il nero ne esalta la luminosità e li fa risultare più chiari. Il bianco e il nero sono perciò elementi importantissimi per la composizione cromatica.

Nel post “La teoria dei colori di Johannes Itten: contrasti di colore” il blog Classroom_news cita il testo Arte del Colore di Johannes Itten, edito in Italia da Il Saggiatore nel 1961.

Si parla di contrasto quando si avvertono differenze o intervalli evidenti tra due effetti cromatici posti a confronto. Se queste differenze sono assolute, si parla di contrasto di opposti o di contrasto di polarità. Grande-piccolo, bianco-nero, freddo-caldo al loro massimo grado di opposizione sono contrasti di polarità. I nostri sensi valutano sempre e solo mediante confronti. Riconosciamo che una linea è lunga soltanto quando essa è messa a confronto con una più corta. La stessa linea ci pare corta quando la paragoniamo una più lunga. Allo stesso modo, gli effetti cromatici possono venire potenziati ho indeboliti dei colori che li contrastano.

Studiando i caratteri e gli effetti cromatici più caratteristici, si possono stabilire sette distinti tipi di contrasto, con leggi tanto diverse, da dover venire esaminati separatamente. Questi tipi di contrasto sono definiti in modo tanto particolareggiato nel loro carattere il loro valore formale, nel loro effetto ottico, espressivo e strutturale, da convincerci che è proprio nei contrasti che affiorano le essenziali qualità stilistiche del colore.

Goethe, Bezold, Chevreul e Hoelzel hanno già richiamato l’attenzione sull’importanza dei diversi contrasti di colori. Ma fino ad oggi mancava una precisa propedeutica all’uso corretto dei contrasti cromatici, basata su un sistema di esercizi pratici. Lo studio dei contrasti è un capitolo fondamentale della mia teoria dei colori.

Il fotografo amatoriale Renato Avato sintetizza bene i concetti generali, portando esempi di contrasto di colore:

I colori primari ed i colori secondari allo stato puro hanno in sé un elevato contrasto cromatico, che si può ampliare inserendo tra un colore e l’altro una linea bianca o nera.

Wikipedia tratta il tema del Colore per massimi sistemi

Il colore è la percezione visiva generata dai segnali nervosi che i fotorecettori della retina inviano al cervello quando assorbono le radiazioni elettromagnetiche di determinate lunghezze d’onda e intensità nel cosiddetto spettro visibile o luce.

dettagliando i contrasti cromatici, che

si producono tramite l’accostamento di due o più colori diversi tra loro. È altresì vero che esistono processi fisiologici oculari che come per i contrasti luminosi permettono la visione al nostro occhio di due tipi di colore, quello reale e quello apparente. Con un colore, per esempio il giallo, si avranno delle percezioni diverse in base allo sfondo a cui lo sottoponiamo: questo perché tende alla tonalità complementare dello sfondo stesso. Se invece lo sottoponessimo ad uno sfondo che è il complementare del colore stesso, avremo maggiore luminosità per il principio del contrasto luminoso.

e in particolare il Contrasto tra colori puri che

consiste nell’accostare almeno tre colori al più alto grado di saturazione, cioè di intensità e di forza.

Immagine del post: opicobello via Shutterstock

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