Teoria del Colore: Contrasto di Freddo e Caldo

L’evoluzione del colore nella pittura

Si parla di contrasto quando si avvertono differenze o intervalli evidenti tra due effetti cromatici posti a confronto, scriveva Johannes Itten nel suo Arte del Colore. Il contrasto di freddo e caldo si ottiene contrapponendo colori con dominante gialla a colori con dominante blu.

In questo post approfondiremo il contrasto di freddo e caldo a partire dagli articoli pubblicati su Sofonisba, Classroom_news, SILVIO, Circolo d’Arti e Cultor College.

Il Contrasto di freddo e caldo

Antonella Colombo affronta il tema del “contrasto di freddo e caldo” sul portale Sofonisba, citando un lungo estratto dall’Arte del Colore di Johannes Itten, edito in Italia da Il Saggiatore nel 1961.

A prima vista, l’idea di voler riconoscere nel campo della percezione ottica dei colori una componente termica può destare sorpresa.

Eppure è stato possibile dimostrare che in due diversi laboratori, uno tinteggiato in verde-blu, l’altro è rosso-arancio, la sensibilità personale al freddo al caldo differiva di ben tre-quattro gradi. Nel locale verde-blu le persone sensibili sentivano freddo a una temperatura di 15 gradi centigradi, in quello rosso-arancio a 11 – 12 gradi centigradi. Ciò dipende dal fatto, scientificamente accertato, che il verde-blu rallenta la circolazione sanguigna, mentre il rosso-arancio l’attiva.

Un secondo esperimento, questa volta su animali, diede risultati analoghi.

I due esperimenti dimostrano l’importanza del contrasto di freddo e caldo nella tinteggiatura degli ambienti chiusi. Negli ospedali, che applicano la terapia cromatica, le caratteristiche psico-fisiche delle tinte calde e fredde hanno un ruolo essenziale.

Nel post “La teoria dei colori di Johannes Itten: contrasti di colore” anche il blog Classroom_news cita il testo Arte del Colore di Johannes Itten:

Dal disco cromatico risulta che il giallo è il colore più chiaro, mentre il viola e il più scuro, cioè fra questi due colori esiste il più forte contrasto di chiaro scuro.

A destra e a sinistra dell’asse giallo-viola stanno il rosso-arancio e il verde-blu, cioè le due polarità del contrasto di freddo-caldo. Il rosso-arancio o rosso di Saturno è il colore più caldo, il verde-blu o ossido di manganese il più freddo.

Il giallo, giallo-arancio, arancio, rosso-arancio, rosso e rosso-viola si definiscono comunemente come caldi, mentre il giallo-verde, verde, verde-blu, blu-viola e viola si dicono freddi.

Una distinzione siffatta però insidiosa in quanto può condurre a delle soluzioni errate.

Pur essendo il bianco in nero i poli estremi del chiaro dell’oscuro, i grigi hanno un valore chiaroscurale solo relativo, che muta a seconda del loro contrasto con toni più o più scuri. Allo stesso modo, mentre il verde-blu e rosso-arancio, in quanto poli del freddo e del caldo, mantengono un valore fisso, i colori scalati fra di essi assumono un valore di freddo o di caldo solo il rapporto con i toni più caldi o più freddi.

SILVIO, nell’omonimo blog dedicato alla morfologia del colore, parla di contrasto tra freddo e caldo a partire dal concetto di temperature cromatiche:

Un altro aspetto percettivo del colore è il contrasto caldo-freddo, che possiamo individuare all’interno del cerchio cromatico per relazionare sensazioni estreme e contrapposte.  Il contrasto caldo-freddo serve ad evidenziare la sensazione cromatica percepita dall’osservatore.

I colori caldi hanno un movimento espansivo verso l’osservatore, ed il loro movimento è centrifugo, dal foglio verso l’osservatore. Inversamente i colori freddi hanno un movimento contrario, si contraggono ed il loro movimento è centripeto, sprofondano nel foglio.

L’uso del contrasto caldo-freddo nel fumetto, nel cinema o nell’illustrazione è tra i contrasti più usati per accentuare la divisione dei piani. Il movimento centrifugo e centripeto, davanti-dietro facilita la divisione tra primo piano e ultimo piano.

Il sito web di Circolo d’Arti – scuola d’arte online offre una riflessione generale sul tema del contrasto tra caldo e freddo, insieme ad opportuni esempi visivi e relativi esercizi pratici:

Quando dipingi puoi sicuramente usare queste differenze di temperatura percepita (quella tra colori freddi e colori caldi n.d.r.) a tuo vantaggio. Tutti i pittori di paesaggio conoscono bene questo aspetto del colore, basta guardare le loro opere attenti a come hanno usato le differenze tra colori caldi e colori freddi.

Quando guardi un paesaggio puoi notare che le cose in lontananza assumono un tono più bluastro e freddo. Leonardo da Vinci è stato il primo a parlare di questo fenomeno chiamandolo “Prospettiva Atmosferica”. Possiamo osservare che i colori freddi ci danno la sensazione di allontanarsi in distanza mentre i colori caldi sembrano spingersi più avanti nello spazio, come se si avvicinassero.

Questa regola può essere applicata non solo alla pittura di paesaggi per ottenere un senso di profondità. La puoi usare ad esempio in un’opera figurativa in modo analogo a quello del contrasto di valori per dirigere lo sguardo dell’osservatore dove vuoi che vada.

Il portale Cultor College dedica al contrasto di freddo e caldo una delle schede sull’evoluzione del colore nella pittura. In particolare si legge:

Quando Monet si volse totalmente alla pittura di paesaggio, non dipingendo più nello studio, ma all’aperto, a contatto diretto con la natura, suo oggetto di studio approfondito divennero la mutevolezza della luce e dell’atmosfera, secondo le stagioni, le ore del giorno e le condizioni meteorologiche. 

Volle rappresentare nei suoi dipinti il tremolio della luce nell’aria e sui campi assolati, le rifrazioni colorate delle nuvole e della nebbia umida, i molteplici riflessi dell’acqua fluente e ondosa, l’alternanza di verdi lucidi e cupi del fogliame degli alberi. Osservò che i colori locali degli oggetti sono dissolti dalla luce e dall’ombra e che i raggi colorati riflessi si compongono in macchie assai piu ricche di variazioni di freddo-caldo che di contrasti chiaroscuraliCosì abbandonò nei suoi paesaggi il chiaroscuro per sostituirlo con il contrasto di freddo e caldo. 

Gli impressionisti si accorsero che l’azzurro freddo e trasparente del cielo e dell’atmosfera, assumendo il carattere di ombra colorata, entrava in contrasto con le calde tonalità della luce solare. 

L’incanto cromatico dei quadri di Monet, Pissarro e Renoir deriva in gran parte dalle artificiose modulazioni tra freddo e caldo.

Immagini: opicobelloPhotographee.eu via Shutterstock

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