Formarsi, Lavorare e Promuoversi nel Settore delle Arti Visive. Intervista per il Blog

Questa intervista, condivisa anche con altri professionisti delle arti visive, è nata dopo aver raccolto spunti diversi da un certo numero di blog tematici. Quelli trattati sono i tre temi onnipresenti nelle discussioni di chi opera nel settore: formazione, lavoro e promozione.

Prima di pubblicare il punto di vista degli illustratori, fumettisti e concept artist che si sono prestati a questa collaborazione, ho testato le domande su di me. La prima intervista di questo ciclo quindi, l’ho fatta a me stessa. Buona lettura 😀

Ciao Enrica, raccontaci qualcosa di te!

Artista, illustratrice e graphic designer freelance dalla metà degli anni 90, sono nata a Torino nel 1979. Diplomata all’Istituto Europeo di Design nel 2001, ho di recente perfezionato la mia formazione alla Scuola Internazionale di Comics. Dal maggio 2014 sono contributor di iStock by Getty Images.

Lavoro principalmente come consulente per la comunicazione visiva e formatrice per la strategia sul web e i nuovi media. Nel tempo ho integrato le mie competenze artistiche con abilità in area marketing e comunicazione, applicandole in ambito culturale.

Ti definisci artista, illustratrice e graphic designer: come sei riuscita a pubblicare il tuo primo lavoro?

Come cover artist e illustratrice per l’editoria, le mie prime collaborazioni sono state con le fanzine Quarantasette: aperiodico di poesia e altri oggetti non identificati e Zai.net, nelle versioni LAB e Giovani Reporter. Ho iniziato rispondendo ad un semplice annuncio spillato sulla bacheca dell’università.

Hai lavorato come artista, illustratrice e graphic designer per diverso tempo. Ricordi come hai trovato il tuo primo/miglior/peggior cliente?

I primi ad apprezzare il mio lavoro sono stati i negozianti del quartiere: ho realizzato per loro insegne, locandine e decorazioni natalizie dipinte sulle vetrine. I clienti migliori sono quelli con cui instauro un rapporto di fiducia, con cui collaboro per ottenere un risultato comune, soddisfacente per entrambe le parti. I rapporti peggiori sono stati quelli limitati rigidamente dal fattore economico: che il prezzo fosse orario, a tavola o al metro quadro faceva poca differenza.

Come hai scelto il tuo percorso di studi?

Ho seguito una delle mie grandi passioni, l’arte. E ho avuto il sostegno morale ed economico della mia famiglia. Oggettivamente, ero portata per il disegno già da piccola. Come scrivevo in apertura, ho studiato al Liceo Artistico Renato Cottini di Torino, scegliendo la sezione architettura, perfezionandomi al corso di illustrazione tradizionale dello IED e successivamente a quello di illustrazione digitale della Scuola Internazionale di Comics.

Riguardo al percorso superiore, sono stata indirizzata dalle persone che avevo intorno. Senza internet, confrontare le opinioni al di fuori delle istituzioni universitarie era molto più difficile. Ho comunque escluso le strade limitanti e mi sono orientata, per quanto possibile, su programmi all’avanguardia, che potessero avvantaggiarmi alla fine dei corsi.

Parliamo ora di personal branding e marketing strategico: come promuovi te stessa e il tuo lavoro?

Il marketing strategico si basa sull’analisi dei bisogni degli individui e delle organizzazioni. Partendo da queste ultime, generalmente scelgo il cliente che voglio raggiungere, lo studio a fondo e poi lo contatto, sottoponendogli un portfolio personalizzato (a seconda dei casi, analogico o digitale – sempre più spesso caricato sul mio sito aziendale). Per i privati, a parte il passaparola, punto al mio target potenziale con una campagna marketing mirata, attraverso il web e i social media.

Il personal brand è la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner ti sceglie. Il processo per identificare quella ragione, coltivarla e comunicarla nella maniera più efficace possibile è il personal branding. Ho integrato le mie competenze artistiche con abilità in area marketing e comunicazione, applicandole in ambito culturale. Ritengo sia questo l’aspetto che differenzia il mio lavoro di consulente da quello di altri professionisti delle arti visive.

Più in generale i miei portfolio, anche se parziali, sono oggi su Carbonmade, iStock e sul mio sito web aziendale. Ho un curriculum aggiornato su Linkedin e utilizzo quotidianamente diversi social network. I maggiori risultati li ho però ottenuti per mezzo del blog EnricaFerrero.it

Pensa al progetto che ti ha dato più soddisfazione: come sei riuscita a realizzarlo?

La mia ambizione è da sempre quella di poter coordinare il progetto in tutte le sue fasi. Il primo è stato per la casa editrice La Scuola, nel 2003. Si trattava di un supporto didattico interattivo abbinato al libro di testo, intitolato “La macchina del tempo”. In quel caso ho ideato e realizzato il personaggio principale, quelli secondari, gli ambienti e gli oggetti in dotazione. La proposta mi è arrivata per interposta persona, conosciuta lavorando ad un altro progetto.

Più avanti, tramite agenzia, ho curato la comunicazione visiva di un centro commerciale locale, realizzando cartoline, manifesti, pubblicità a mezzo stampa e persino un gioco in scatola. Più di recente invece, ho collaborato al restyling di un portale web museale, che contribuisco ad implementare periodicamente e a promuovere attraverso diversi media.

Infine: tre artisti, illustratori o graphic designer da conoscere assolutamente!

Tra gli illustratori tradizionali Chiara Gobbo, Simona Sanfilippo e Marco Paschetta, tra i concept artist Christian Steve Scampini, Antonio Minuto ed Ennio Caglià.

Immagine: Enrica Ferrero, Photo and Vector via Shutterstock

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