Intervista (non richiesta) per Fumetti ad Arte

Un disegno o uno schizzo possono essere opere d’arte? Perché? Quanto conta la fase preparatoria nel risultato di un’opera finita? In occasione della mostra “Roy Lichtenstein. Opera prima”, GAM ha voluto esplorare il legame tra disegno, fumetto e arte, dando la parola a fumettisti italiani di diversa età, genere e formazione per chiedere loro di reinterpretare l’arte di Lichtenstein in una galleria online.

Quella di seguito è la mia intervista (non richiesta) nell’ambito di Fumetti ad Arte.

Enrica Ferrero

Artista, illustratrice e graphic designer freelance, è nata a Torino nel 1979. Diplomata allo IED nel 2001, sta perfezionando la sua formazione all’Accademia Internazionale di Comics, dove attualmente studia illustrazione digitale con Christian Steve Scampini, Antonio Minuto ed Ennio Caglià. È contributor di iStock e collabora stabilmente con il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

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Quando e come hai iniziato a disegnare?

Ho sempre disegnato tanto, fin dai tempi della scuola materna. Ho scelto di farlo professionalmente perché è una delle attività che potrei svolgere per tutta la vita senza mai stancarmi. Realizzavo ritratti su commissione già ai tempi del liceo artistico; durante le festività natalizie poi, con una o due compagne, dipingevamo decorazioni sulle vetrine dei negozi.

Perché un disegno o uno schizzo possono essere opere d’arte?

Perché a differenza dell’opera finita, racconta il processo creativo che accompagna l’artista durante la sua ricerca. Il segno di una matita o di un carboncino possono essere rivelatori della sua sensibilità, delle sue emozioni. Per questo amo tanto il disegno, in particolare quello dei grandi artisti.

Chi è il personaggio più pop della storia, secondo te?

Babbo Natale. Perché la cultura “pop” è per definizione “popolare”. 

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