Una Matita Italiana a Hollywood. Giacomo Ghiazza, Storyboard Artist

In mostra a Palazzo Mazzetti di Asti fino al 17 settembre 2017

Palazzo Mazzetti svela il dietro le quinte del cinema di fantascienza e d’avventura hollywoodiano attraverso gli storyboard dell’artista Giacomo Ghiazza. Una Matita Italiana a Hollywood è un percorso multimediale nella storia del cinema.

Seguendo una pellicola che si snoda lungo tutte le sale, si ripercorrono titoli, date e bozze degli storyboard di una quarantina di film, da Speed a Face/off, Mission impossible, Twister.

Tre le locandine che aprono l’esposizione, tre film per i quali Giacomo Ghiazza ha lavorato: Robocop II, Pirati dei Caraibi e Hunger Games.

Chi è Giacomo Ghiazza

Originario di Asti, vive a Los Angeles dagli anni Ottanta. Nella sua carriera ha collaborato con registi come Barry Levinson, Paul Verhoeven, John Carpenter. John Woo è il regista con cui ha lavorato di più. La sua biografia è disponibile su IMDb Internet Movie Database.

Talento precoce, dopo gli studi artistici e una breve esperienza a Roma, dove comincia a disegnare storyboard per la pubblicità, Giacomo viene folgorato dalla visione di Incontri ravvicinati del terzo tipo e dalla lettura di un libro che raccoglie i disegni realizzati per I predatori dell’arca perduta, entrambi di Steven Spielberg.

Nella sua lunga carriera, lavorando a pellicole d’avventura e fantascienza, ha collaborato con registi di prima grandezza come Barry Levinson, Paul Verhoeven, John Carpenter, John Woo, Ang Lee, e incontrato star come Arnold Schwarzenegger e Tom Cruise, contribuendo a più riprese alla riuscita di popolarissime saghe.

Museo Civico e Pinacoteca di Palazzo Mazzetti

Il barocco Palazzo Mazzetti, sede del Museo e della Pinacoteca Civica di Asti, è situato sulla Contrada Maestra, oggi corso Alfieri. La nobile famiglia Mazzetti si era stabilita ad Asti nel XV secolo e aveva acquistato nel 1442 alcune proprietà della famiglia Turco.

Le collezioni civiche hanno origine nel 1887 all’interno della chiesa della Santissima Annunziata, oggi non più esistente. Il primo nucleo della pinacoteca comprendeva, oltre alle opere provenienti da chiese e conventi soppressi in epoca napoleonica, anche tele inviate in dono dagli aspiranti artisti astigiani che percepivano sovvenzioni dal Comune.

Dotato di bookshop, aula didattica, sala conferenza, biblioteca, archivi, depositi, caffetteria, touch screen e proiezioni multimediali, l’antico palazzo è sede di mostre temporanee.

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