Hyper Museum Project, Turin and Bologna

Un progetto “al di sopra” di un museo tradizionale

Ripubblico oggi questo post del 2012 riferito ad un progetto, interessante anche a 5 anni di distanza, rivolto agli studenti universitari e delle scuole secondarie superiori. Un’esperienza di reale interazione con l’arte contemporanea, condivisa in modo virtuale attraverso l’uso di mezzi di comunicazione tecnologicamente avanzati: Hyper Museum Project.

Perché nei musei è (anzi, era) vietato fotografare?

Premesso che questa domanda al tempo mi veniva posta di frequente sia dai lettori che dagli amici, in generale il divieto è stabilito dal regolamento dei musei stessi e da leggi nazionali per la tutela dei beni mobili e immobili. A questo proposito, la discussione “Fotografia e legge: che cosa si può fotografare e cosa no” che cita un articolo apparso su DigitalCamera Magazine nel 2008 è ancora attuale.

Da allora le cose sono cambiate in meglio: proprio nel 2012 Instagram veniva comprata da Facebook e un numero sempre crescente di beni culturali è approdata sui social network, stimolando i propri followers a condividere spontaneamente scatti e commenti attraverso la rete.

Il 22 gennaio 2012 Benedetta Cucci scriveva su il Resto del Carlino: “pubblico giovane, arte contemporanea, nuove tecnologie e la visionarietà di un fotografo come Nino Migliori alla continua esplorazione di un linguaggio a stretto contatto con le emozioni. Ecco la formula tra didattica e comunicazione alla base di Hyper Museum Project, il museo virtuale dai contenuti “partecipati” e che permette visite tramite connessione internet, pensato un paio di anni fa e proposto alla Gam di Torino.”

Durante l’edizione 2012 della Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea di Bologna, gli studenti sono stati invitati a visitare le collezioni, a scegliere un’opera tra quelle esposte e, dotati di un cellulare, ad inviare al centro di raccolta GAM gli MMS (!) con le fotografie e le motivazioni della propria scelta.

La GAM di Torino ha raccontato dal vivo l’esperienza, postando su Flickr l’album di tutte le opere, le riflessioni e le curiosità raccolte.

Nato da un’idea di Nino Migliori, pensato per riflettere sulle modalità di fruizione e sui gusti dei giovani riferiti all’arte contemporanea, Hyper Museum Project è stato sviluppato dal Dipartimento Educazione della GAM Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino e dal Dipartimento Educativo del MAMbo Museo d’arte moderna di Bologna, con la collaborazione di Contemporary Art Torino Piemonte e il supporto tecnico di Vodafone.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *