Lavorare in un Museo Italiano – Servizi e Rapporti con il Pubblico | Prima parte

Castello di Rivoli - Museo d'Arte Contemporanea

Nello scorso maggio ho scritto questo post dedicato alla Carta nazionale delle professioni museali, elencando aree, ambiti e alberi professionali. In questo e nel prossimo approfondirò alcuni degli aspetti già trattati allora, ma ti racconterò anche quello che è successo a me e come ho iniziato a lavorare in un museo. Prima di tutto il mio percorso di studi è stato di tipo umanistico con specializzazione nelle arti visive: prima il liceo artistico nella sezione architettura, poi il corso di illustrazione alla scuola di comunicazione.

Era il 1999 quando ho cominciato a lavorare come operatrice dei servizi di accoglienza e custodia al Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea.

Cercavo un lavoretto che mi permettesse di guadagnare qualcosa continuando a seguire i corsi all’università, quando sulla bacheca dell’area breack comparve un breve avviso: c’erano i riferimenti di una cooperativa che selezionava personale per il periodo estivo.

Ho preso servizio a luglio dopo il colloquio e un curriculum (scritto a mano con il normografo) e sono rimasta fin quasi alla conclusione del mio percorso universitario.

Durante quel primo incarico in museo ho potuto sperimentare la vicinanza costante con le grandi opere d’arte. Incaricata di monitorare personalmente la sicurezza degli allestimenti, ho imparato a conoscere a fondo le collezioni e gli spazi che le ospitavano. Ho apprezzato gli allestimenti temporanei, anche se in genere erano appannaggio del personale di ruolo, e sono riuscita ad accogliere il pubblico indossando improbabili uniformi sintetiche in pieno agosto senza soffrirne troppo.

Ho imparato il valore del tempo e iniziato a familiarizzare con i concetti di collezione museale e di conservazione, di servizi educativi, di accoglienza e custodia. Insomma, lavorare in un museo mi è piaciuto, e ho trascorso moltissimo tempo a chiedermi che cosa avrei dopo quell’incarico temporaneo.

Servizi e rapporti con il pubblico

Con il senno di poi ho scoperto l’esistenza della macroarea Servizi e rapporti con il pubblico della Carta nazionale delle professioni museali, che oggi comprende:

Il responsabile dei servizi educativi

Il responsabile dei servizi educativi elabora i progetti educativi e ne coordina la realizzazione, individuando le modalità comunicative e di mediazione, utilizzando strumenti adeguati e funzionali per i diversi destinatari dell’azione educativa. Questo professionista cura i rapporti con il mondo della scuola e i soggetti che usufruiscono di servizi e di attività educative, con l’università e gli istituti di ricerca preposti all’aggiornamento e alla formazione negli ambiti disciplinari di competenza.

L’educatore museale

L’educatore museale realizza gli interventi educativi programmati dal museo adeguandoli alle caratteristiche e alle esigenze dei diversi destinatari.

Il coordinatore dei servizi di accoglienza e custodia

Il coordinatore dei servizi di custodia e accoglienza garantisce la vigilanza del patrimonio museale all’interno dei locali espositivi e nelle aree di pertinenza del museo. Questo professionista coordina i servizi di accoglienza e prima informazione al pubblico e le operazioni di accesso e di vendita dei materiali promozionali del museo.

L’operatore dei servizi di accoglienza e custodia

L’operatore dei servizi di custodia e accoglienza al pubblico è preposto alla vigilanza del patrimonio museale, all’interno dei locali espostivi e nelle aree di pertinenza del museo. Questo professionista accoglie il pubblico, fornisce la prima informazione, svolge le funzioni connesse all’accesso del pubblico, la distribuzione e l’eventuale vendita dei materiali informativi e promozionali del museo.

Il responsabile dei servizi di documentazione

Il responsabile dei servizi di documentazione è un archivista/documentalista preposto all’ordinamento, alla conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio storico-documentale di proprietà o in deposito presso il museo. Questo professionista gestisce il servizio di informazione e di consulenza al personale interno del museo e al pubblico esterno. Gestisce l’archivio e la fototeca, anche in raccordo con la biblioteca del museo.

Il responsabile della biblioteca del museo

Il responsabile della biblioteca cura lo svolgimento di tutte le funzioni di base della biblioteca, con particolare riguardo agli interventi di acquisizione, catalogazione, gestione e valorizzazione delle raccolte librarie, considerando la specificità dell’istituzione in cui opera, e alla luce di una costante verifica dei bisogni sia del personale scientifico del museo sia del pubblico esterno. Questo professionista è responsabile dell’informazione e dell’orientamento per gli utenti, dell’assistenza all’uso della biblioteca. Garantisce il raccordo con il sistema bibliotecario di riferimento e con i servizi di documentazione del museo.

La descrizione di responsabilità, ambiti e compiti di ciascun profilo è tratta dalla Carta nazionale delle professioni museali, approvata dalla II Conferenza dei musei italiani, svoltasi il 2 ottobre 2006 a Roma presso il Ministero per i Beni e le attività culturali.

Acquisizione delle professionalità museali

Di norma, le competenze richieste alle diverse figure professionali corrispondono al possesso di titoli di studio certificati. Tuttavia esistono musei che per tipo e/o missione richiedono competenze acquisibili solo attraverso esperienze di vita e di lavoro. In questi casi sono possibili deroghe motivate da parte delle amministrazioni responsabili, relativamente alla richiesta di titoli di studio specifici. Il personale che già lavora nei musei e che ha maturato nel corso dell’esperienza lavorativa conoscenze e competenze adeguate potrà utilmente frequentare corsi di formazione in modo da aggiornare la propria preparazione secondo quanto indicato nei profili.

Carta nazionale delle professioni museali, Introduzione di Alberto Garlandini

Leggi qui la seconda parte dell’articolo.

Immagine: www.castellodirivoli.org

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