Pubblicità Pubblica, Sociale e Commerciale

Una selezione di 5 post già pubblicati sul blog e dedicati alla comunicazione pubblicitaria.

A corredo dei link la definizione di pubblicità tratta dal Vocabolario Treccani online e la relativa classificazione, riportata su Wikipedia, per chiarire meglio l’ambito al quale mi riferisco e preparare il terreno per nuovi contenuti da condividere. Buona lettura 🙂

La comunicazione pubblicitaria in 5 post

La pubblicità è l’insieme di tutti i mezzi e modi usati allo scopo di segnalare l’esistenza e far conoscere le caratteristiche di prodotti, servizi, prestazioni di vario genere predisponendo i messaggi ritenuti più idonei per il tipo di mercato verso cui sono indirizzati.

Fra tutte le possibili classificazioni della pubblicità, la più semplice è quella in relazione al fine ultimo profit/non profit, e cioè se la réclame è più o meno a scopo di lucro. La pubblicità commerciale è volta a reclamizzare un prodotto di mercato (o comunque la ditta che lo produce).

È la forma di pubblicità più diffusa. I post

Straordinario Quotidiano: Armando Testa, la nuova campagna di comunicazione per Esselunga

Emoji Bennet, la nuova campagna di comunicazione per Mondojuve

rientrano in questa classificazione.

La pubblicità sociale è volta a promuovere finalità socialmente rilevanti, mentre l’advocacy advertising è volta a promuovere un consenso relativo a tematiche su cui esiste una divergenza di opinioni.

La pubblicità pubblica è impiegata dallo Stato o dalla Pubblica Amministrazione volta a comunicare informazioni relative ai diritti e ai doveri dei cittadini. E’ il tipo di pubblicità, che in questo caso comprende le finalità della sopracitata pubblicità sociale, scelta da

Amiat e Città di Torino, per la nuova campagna di comunicazione #torinosidifferenzia

La propaganda politica è invece volta a reclamizzare un partito o un’idea politica. Ovviamente esistono molte altre classificazioni, che non necessariamente si escludono a vicenda.

Si può andare da classificazioni molto generiche, come ad esempio quella in relazione al tipo di medium che veicola la réclame, quali radio, televisione, cinema, giornali, periodici, affissioni, Internet, fino a classificazioni piuttosto specifiche, come ad esempio quelle in relazione al tipo di target.

Per approfondire il tema dei medium suggerisco i post dedicati al Museo della pubblicità di Rivoli Torinese e a Dino Villani, il maestro della pubblicità italiana, concludendo con un extra, il post sulla mostra che ha ispirato i due precedenti.

Immagine: PureSolution via Shutterstock

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