Standard di Qualità nei Musei Piemontesi: Rapporti con il Pubblico. Obiettivi, Elementi e Applicazione

Dopo le premesse fatte nel post dedicato a che cosa siano gli standard di qualità nei musei, l’atto di indirizzo sui criteri tecnico–scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei del MiBAC e il codice etico dell’ICOM per i musei, torniamo a parlare della collana editoriale Materiali per i Musei edita dalla Regione Piemonte: il primo dei cinque manuali è dedicato ai rapporti con il pubblico. Quello che riporto di seguito è un estratto dalla premessa.

Obiettivi dello Standard

Nella ridefinizione data dal Consiglio d’Europa e dall’Associazione dei Musei Europei, il museo viene a configurarsi come public service, tenuto a raggiungere un livello di qualità pubblica, sostanzialmente basato sull’equilibrio di due elementi fondanti: la qualità della conservazione delle collezioni e la qualità dei servizi erogati al pubblico.

I musei permettono al pubblico di fruire delle collezioni, per trarne ispirazione, istruzione e godimento. Essi sono istituzioni che collezionano, tutelano e rendono accessibili patrimoni che essi detengono per conto della società.

In questo quadro lo standard riguardante i rapporti con il pubblico rimanda a un obiettivo centrale che consiste nel deteminare la qualità del servizio museale e definisce quello che il museo dovrebbe fare per il pubblico sia in termini di requisiti minimi, sia in termini di aree di miglioramento. Viene cioè prefigurato in elementi a loro volta o opportunamente graduati, un processo virtuoso che una volta superate eventuali carenze nel raggiungimento dei requisiti minimi obbligatori, accompagni con politiche ad hoc e percorsi flessibili e differenziati le diverse realtà museali verso l’incremento progressivo della qualità del rapporto coi pubblici di riferimento, sino a livelli di eccellenza.

Elementi dello Standard

Lo standard rapporti con il pubblico è stato definito introducendo nove elementi caratterizzanti, alcuni dei quali strettamente complementari ad altri standard, ad esempio a quelli relativi ai rapporti col territorio e alle strutture:

  1. apertura al pubblico
  2. accesso
  3. accoglienza
  4. sussidi alla visita
  5. servizi educativi e didattici
  6. attività
  7. comunicazione e promozione
  8. servizi accessori
  9. analisi del pubblico

Ciascun elemento è stato articolato in parametri, definiti anche sulla base delle analisi condotte sull’attuale sistema museale regionale piemontese e tenendo conto delle forti diversità esistenti. Tali elementi sono organizzati secondo un ordinamento costituito da livelli qualitativi, in cui il livello 0 rappresenta l’assenza del requisito minimo in vista dell’accreditamento, mentre i livelli successivi attestano la presenza del requisito minimo e di requisiti ulteriormente qualificanti. Tale ordinamento è di tipo cumulativo, ovvero fa coincidere l’incremento di qualità dell’offerta con la compresenza, la molteplicità e la varietà dei servizi e degli stimoli forniti al pubblico. Ovviamente il raggiungimento dei livelli qualitativi va commisurato alle specificità dei singoli musei, fortemente relazionate a elementi strutturanti e strutturali come dimensione, genere e tipologie di collezione, contesto territoriale.

Lo standard riguardante i rapporti con il pubblico, con i suoi diversi elementi, intende agire sulla capacità attrattiva del museo, interpretabile non solo rispetto al numero dei visitatori ma soprattutto in relazione alla qualità della fruizione. Un punto nodale, trasversale a più elementi (sussidi alla visita, servizi educativi, comunicazione e promozione) è inoltre individuato nella capacità del museo di riconoscere e di rivolgersi a più tipologie di pubblici (giovani, famiglie, studiosi, disabili ecc.). A tale riguardo l’elemento 9 (analisi del pubblico) prevede parametri che vanno considerati come essenziali e strategici per una politica dell’offerta museale che si voglia mirata alla education, secondo gli orientamenti dell’Unione Europea, e che quindi si basi sulla conoscenza approfondita dell’attuale e potenziale differenziazione della domanda culturale, come di comportamenti, aspettative e livelli di gradimento dei visitatori.

Applicazione dello Standard

Il sistema di ordinamento dei parametri proposto dallo Standard Rapporti con il Pubblico si caratterizza per la flessibilità della sua applicazione a contesti e tipologie di musei, singoli o in rete, tra loro anche molto differenti. Prescindendo dalla necessaria presenza dei requisiti minimi, i parametri di livello superiore rimandano a giudizi di qualità, fino a quello di eccellenza, non univoci, ma che si prevedono condizionati e modulati rispetto alle specificità dell’offerta di ogni singolo museo.

Livelli di qualità ritenuti discriminanti per alcune tipologie di museo (ad esempio i grandi poli museali) possono non esserlo per altre tipologie (ad esempio piccoli musei diffusi sul territorio). D’altro canto, per questi ultimi, specifici requisiti (quali l’appartenenza a una rete museale ben strutturata) possono dar luogo a giudizi di eccellenza in mancanza di altri requisiti di qualità anche di ordine superiore.

Estr. da Premessa – Schede di autovalutazione
Rapporti con il pubblico – Standard Museali, Materiali per i Musei vol. 1 

Immagini: blurAZ on Shutterstock e Centro Risorse Beni Culturali

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