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Caran d’Ache di fronte alla sfida digitale

Caran d'Ache di fronte alla sfida digitale - Una scatola di matite Caran d'Ache

Un post su SWI swissinfo.ch

Caran d’Ache è il termine russo che significa matita e proviene a sua volta dal turco kara tash, che indica la grafite. Proprio la grafite è all’origine di questa storia, poiché fu grazie a questo materiale naturale che nel 1915, a Ginevra, nacque la prima fabbrica elvetica di matite.

In questo post, dopo una breve introduzione descrittiva sullo stabilimento e il metodo industriale utilizzato nella produzione, Susan Misicka passa all’intervista vera e propria rilasciata nel 2015 da Carole Hubscher, presidente del consiglio di amministrazione di Caran d’Ache. Read more…

Emanuela Pulvirenti: artisti senza studiare?

Jackson Pollock, 2010

Un post sul blog Didatticarte

Citiamo ancora una volta Didatticarte, il blog di Emanuela Pulvirenti nato nel 2013 che raccoglie riflessioni sul metodo di studio e l’apprendimento della storia dell’arte.

Quello che pubblico di seguito è un estratto dal post originale apparso su Didatticarte nel marzo 2014. Nell’articolo si parla della possibilità di diventare artisti senza aver fatto studi specifici, senza rinunciare però, a quello della storia dell’arte. Buona lettura 🙂 Read more…

The Secret of Drawing (Series)

La storia del disegno e la sua rilevanza per il mondo moderno

Questa serie in quattro parti, prodotta per BBC e presentata da Andrew Graham-Dixon, storico dell’arte e presentatore televisivo britannico, esplora il modo in cui il disegno ha plasmato le nostre vite. Read more…

Social art, Darren Reid

Darren Reid, The sway of the land

Un post su Exibart.com

Exibart è il marchio storico dell’arte contemporanea. Indispensabile per essere sempre informati.

Exibart.onpaper, nato nel 2002, è l’unica rivista d’arte che riesce a farsi leggere da un pubblico che non comprenda solo la strettissima cerchia di addetti ai lavori. Un freepress che influenza, sposta opinioni, stimola la partecipazione culturale. L’unica rivista d’arte concepita come un prodotto fresco, vivace, leggibile, autorevole ma non paludato e noioso. Un prodotto autenticamente giornalistico.

Quello che pubblico di seguito è un estratto dal post originale di Chiara Gallo apparso su Exibart nel marzo 2017. Nell’articolo si parla dell’artista iperrealista Darren Reid, all’interno di una rubrica dedicata a quegli artisti che si affermano grazie alla rete e ai social media. Buona lettura 🙂 Read more…

Space Anabasis, De Crecy e Algozzino: scelta e uso dei colori. Post per Lo Spazio Bianco

La Teoria dei Colori è un saggio scritto da Johann Wolfgang von Goethe nel 1810. Contrapponendosi alla teoria di Newton, secondo cui il colore non è una qualità dei corpi bensì della luce stessa, Goethe sosteneva che non è la luce a scaturire dai colori, ma il contrario. I colori che vediamo in natura sono in effetti il risultato di un fenomeno fisico: la scomposizione della luce viene captata dall’occhio umano attraverso appositi recettori.

Ogni colore è costituito da tre componenti: tonalità, luminosità e saturazione. In arte si parla inoltre di due forme compositive del colore: l’armonia e il contrasto.

Ciascun artista predilige una determinata gamma cromatica, che utilizza insieme ai contrasti di colore (o alle armonie) per scatenare determinate emozioni nei propri spettatori.

Prendendo spunto dai contenuti già presenti su Lo Spazio Bianco, ho provato ad evidenziare alcuni concetti propri della comunicazione visiva, approfondendo il tema del colore.

Space Anabasis, De Crecy e Algozzino: scelta e uso dei colori