Il Museo Carpano di Torino

Tributo a un grande piemontese: il Vermut

Ripubblico oggi questo post del 1 agosto 2012, aggiornandone sostanzialmente link e immagini. L’esperienza di visita al Museo Carpano di Eataly Torino Lingotto mi aveva davvero colpita, soprattutto perché la catena era nata 5 anni prima e ancora non era costume diffuso entrare in un punto vendita per svolgere attività didattiche, seguire corsi e partecipare ad eventi.

Nel 2017 Eataly compie 10 anni: il 27 gennaio 2007 veniva aperto il primo negozio al mondo, proprio quello di Torino Lingotto. Oltre al ricco programma di incontri e cene stellate in programma nei negozi, ci sono tantissimi prodotti a prezzo scontato e decine di post che celebrano l’avvenimento 🙂

Museo Carpano | Eataly

Una piccola collezione racchiusa nell’ex stabilimento Carpano, nelle stanze che un tempo costituivano l’archivio documenti e gli spazi dedicati all’estrazione delle erbe, alla combinazione degli ingredienti e alla conservazione degli estratti, oggi sede di Eataly – Alti Cibi.

L’allestimento risente un po’ del tempo che passa, ma il materiale è in buono stato e le didascalie funzionali e complete: questo museo merita di essere visitato se ti interessa conoscere la storia della bevanda e del marchio torinese Carpano.

Antonio Benedetto Carpano era un aiutante di bottega presso l’antica liquoreria torinese di via Viotti, angolo Piazza Castello, nel 1786. L’antica insegna è tuttora conservata nella prima sala espositiva del museo. Originario di Bioglio Biellese, Antonio fu l’ideatore del celebre vino moscato aromatizzato, ma il fondatore della ditta fu Giuseppe, che passò alla produzione industriale a partire dal 1840. I Fratelli Branca sono oggi gli ultimi custodi dello storico marchio torinese.

Il vermut fu inventato a Torino nel 1786 da Antonio Benedetto Carpano, che scelse questo nome riadattando il termine Wermut, con il quale viene chiamata l’artemisia maggiore o assenzio, in lingua tedesca.

E’ stato interessante scoprire che Cammillo Benso di Cavour lo producesse artigianalmente presso il Castello di Grinzane e che il cuoco e pasticcere di Casa Savoia ritenesse il Vermut con le ostriche al limone “il Re dell’apertura di un pranzo importante”.

La ricetta classica, formalizzata del corso del 1800 con il passaggio alla produzione industriale, prevede una base di moscato di Canelli, mentre  il colore del Vermut rosso è dato dallo zucchero bruciato o caramello: per la sua produzione, Carpano scelse lo zucchero Eridania.

Sul pannello “Il Laboratorio di Analisi: antiche e moderne alchimie” si legge “Giusta armonia tra vino, alcol, sapori e profumi degli estratti, la sensazione dolce dello zucchero e così via”. L’aroma degli ingredienti lavorati è ancora intensissimo! Il percorso nelle “Stanze Aromatiche” conta sei olfattori, contenenti le principali erbe presenti in tutte le formulazioni del vermut: Arancio Amaro, Assenzio Romano, Cannella, Chiodi di Garofano, Vaniglia e Macis.

La grande sala polivalente è un tributo al celebre logo disegnato da Armando Testa, il Punt e Mes. E’ possibile scoprire materiali pubblicitari storici, conservati nelle cassettiere integrate alla parete di fondo coperta, da grandi manifesti pubblicitari e dalle fotografie del famoso aperitivo.

L’archivio raccoglie immagini dalle manifestazioni sportive sponsorizzate, di storici bar torinesi e di personaggi dello spettacolo che testimoniano il prodotto. Un caratteristico bar a forma di mezzo punto completa l’esperienza di visita.

La scheda del Museo Carpano è presente sul portale Musei della Città di Torino, su quello di Branca International S.p.A. e naturalmente su quello di Eataly – Alti Cibi.

Immagini: Exhibition design and enviromental graphics for the Museo Carpano. Torino 2007 di TODO.TO.IT via Flickr

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