7 Consigli per Spendere nella Cultura un Master in Web Marketing e Social Media

MD e FG sono due persone che condividono lo stesso interesse per il patrimonio storico-artistico e il web marketing applicato alla cultura. Si sono incontrate sulla bacheca di un gruppo Facebook che coinvolge professionisti e appassionati di tutta Italia.

Questa conversazione è nata sui social e tratta di social, in modo particolare di come sfruttarli coniugandoli con una formazione accademica in beni culturali.

Le persone coinvolte sono reali, ma ho omesso i loro nomi, quelli dei beni coinvolti e dei luoghi geografici, per questioni di privacy.

1. Imparare dagli altri

Buongiorno a tutti! sono laureata in conservazione dei beni culturali, con esperienze lavorative in comunicazione e allestimento museale. Ho frequentato un master in web marketing e social media e volevo capire in che modo spenderlo per l’arte e i musei. Conoscete qualche dritta? qualche ente che offre opportunità? grazie! MD

La scelta di MD di interagire con un gruppo di professionisti che già operano nel settore che intende colpire è ottima. Le permette di conoscere le dinamiche della professione che vuole intraprendere prima di sperimentarle direttamente; allo stesso tempo si mette in competizione con gli altri soggetti che partecipano alla discussione.

2. Proporre soluzioni concrete

Ciao MD! Io mi sono candidata spontaneamente come social media manager al (…). Il momento era quello giusto e ho iniziato a collaborare così, poi ho preso parte a progetti più grandi. Tieni d’occho Linkedin e proponi soluzioni concrete ai musei con i quali vorresti collaborare. Forse non ti risponderanno subito, ma potresti avere fortuna. FG

FG condivide una buona pratica, quella di individuare il bisogno del cliente e candidarsi con una soluzione concreta per risolverlo. È interessante il passaggio in cui scrive “il momento era quello giusto” vale a dire che le condizioni erano propizie e l’interlocutore era disposto ad investire in un social media manager. Rimane una buona strategia per proporsi al proprio cliente tipo.

3. Agire

Ti ringrazio moltissimo per la dritta! Allora anche io mi attivo spontaneamente a questo punto. Grazie mille e finger crossed! MD

È curioso come molti insistano nell’adottare un approccio passivo al lavoro aspettando di essere contattati da questa o da quell’altra azienda, senza mai tentare un approccio più incisivo dell’invio di un generico Curriculum Vitae.

4. Orientarsi tra pubblico e privato

Sono contenta! Comincia con le fondazioni e i musei privati, in genere hanno più fondi a disposizione; per i pubblici le cose sono più difficili, spesso mettono a bando le loro necessità, scegliendo l’offerta economicamente più vantaggiosa. FG

Interessante anche questa riflessione: orientarsi alle fondazioni private può essere un buon punto di partenza, perché per definizione la fondazione è un ente costituito da un patrimonio preordinato al perseguimento di un determinato scopo. Verosimilmente le procedure assunzionali e per le collaborazioni sono più snelle che per un soggetto pubblico, suggerito invece per gli stage universitari non retribuiti.

5. Stabilire un contatto

Dove abiti? A (…) stiamo cercando un social media manager per un progetto culturale … FA

Meno di 8 ore dopo aver postato la sua richiesta, MD riceve una proposta concreta da parte di FA, che però commette una leggerezza: non la menziona nel testo. Il mio consiglio è di monitorare sempre le conversazioni che ci coinvolgono direttamente, specie se siamo noi ad aprirle. Riguardo al fare proposte di lavoro su un social diverso da Linkedin, suggerisco di usare sempre la corrispondenza privata, per avere maggiori garanzie di intercettare il proprio contatto.

6. Monitorare le interazioni

FA e DM vi siete poi messe in contatto? E perché pensate sia importante che il SMM sia residente nella stessa area geografica del Museo? FG

A distanza di qualche settimana FG ritorna sulla conversazione e pone due domande menzionando le dirette interessate: la menzione all’intero di una conversazione è uno strumento che ne garantisce la notifica all’utente Facebook. Riguardo alla posizione geografica, mi trovo d’accordo con FG. Non credo dovrebbe essere una discriminante per la gestione ordinaria del servizio: in generale un ufficio comunicazione e web può lavorare bene anche se è diffuso.

7. Comunicare

FA ciao! Sono di (…), mi interessa molto, potresti scrivermi un messaggio privato circa il progetto culturale? FG sono d’accordissimo! Il web offre una enorme opportunità di eliminare le distanze e i limiti geografici in ambiente professionale. DM

Brava DM che nella propria risposta adotta la menzione e richiede un contatto privato diretto.

Da qui la conversazione procede attraverso altri canali: in particolare FA lamenta un forte ritardo nel confronto diretto, dovuto peraltro alla propria disattenzione, e dichiara che la distanza geografica costituisce effettivamente un ostacolo per la collaborazione.

DM ed FG condividono invece lo stesso approccio ai nuovi media e alle opportunità offerte dalla rete e dagli spazi di lavoro condivisi. DM rivela inoltre di aver fatto uno stage come curatrice museale nella città in cui vive FG. DM ed FG sono tuttora in contatto.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *