Che Cos’è il Basic Design?

Il Basic Design è una disciplina fondativa e propedeutica al design. E’ un insieme di fondamenti teorici finalizzati a dare forma agli oggetti. Citando un’estratto dalla definizione di Wikipedia,

il Basic Design è la disciplina centrale del design; intreccia intimamente propedeutica e fondazione disciplinare; è il luogo dove convergono e si concatenano di fatto ricerca formale ed espressiva, progetto e insegnamento. È teoria della configurazione, distinta dalla teoria della raffigurazione o teoria della rappresentazione schematica, disciplina di base delle scuole di design – tra le più note la Bauhaus di Weimar e la Hochschule für Gestaltung di Ulma. 

È un insieme di fondamenti teorici finalizzati al dare forma agli oggetti, fornendo quella sicurezza formale che differenzia i progettisti che la padroneggiano da quelli che la ignorano.

Nel Basic Design la didattica veicola e genera il corpus delle conoscenze. Quest’ultimo si distilla nelle esercitazioni, letteralmente paradigmatiche, esemplari, che sono la generalizzazione, la semplificazione di un problema progettuale ricorrente. La disciplina è rigorosa, ma contemporaneamente viva e metamorfica, in costante evoluzione: si adatta alle diverse esigenze di progettazione e trova nel basic interaction design la sua sfumatura più tecnologica.

Tra i teorici del Basic Design citiamo Paul Klee, Johannes Itten, Vasilij Kandinskij, Tomás Maldonado, Bruno Munari e Giovanni Anceschi.

Come sempre – come diceva Max Bense – la teoria implicita nell’attività artistica dimostra di avere delle lunghe antenne e deve aspettare che le condizioni circostanti siano mature per diventare condivisa.

Giovanni Anceschi

A questo proposito trovo utile citare il portale New Basic Design. La tradizione del nuovo di un gruppo di ricercatori, docenti e studenti coordinati da Giovanni Anceschi, che tratta questa disciplina da diversi punti di vista – promozione attiva, storia e sviluppi recenti, definizione – e in particolare:

Il Basic Design è una disciplina fondativa e propedeutica al design. È allo stesso tempo pedagogia e fondamenti. Oggetto del Basic Design è la configurazione, cioè l’attività che consiste nella attribuire un forma a oggetti e comunicati. Protagonista del Basic design è il “saper fare”.

In altre parole il Basic Design si propone di fornire le competenze elementari e i fondamenti disciplinari utili a un avviamento alla progettazione di prodotti grafici e editoriali, di oggetti d’uso, di programmi multimediali, di servizi, ecc. Il corpus disciplinare è formato da esercitazioni guidate che consistono nella realizzazione di elaborati – cartacei, materici e informatici, che hanno lo scopo di allenare a risolvere problematiche progettuali di natura sintattica, morfologica ma anche semantica, percettiva e sensoriale.

Il Basic Design è una disciplina adattiva, in continua evoluzione, che oggi si apre a nuove tematiche legate ai new media, all’interattività a alla cinetica.

L’enciclopedia Treccani non riporta una voce specifica per il Basic Design, ma lo cita nella definizione di Design della comunicazione a proposito delle nuove direzioni di ricerca:

Un’altra questione di rilievo è rappresentata dalle nuove direzioni di ricerca. Le neuroscienze, infatti, in anni recenti hanno potuto servirsi di strumenti di osservazione diretta dell’attività cerebrale, come la tomografia a emissione di positroni e la risonanza magnetica, che ne hanno consentito uno sbalorditivo sviluppo. La neurofisiologia evolutiva, la disciplina che studia la mente alla luce dell’evoluzione biologica dei suoi processi, può ben essere definita la frontiera della conoscenza del comportamento comunicativo umano.

Da tali progressi iniziano a essere riconfigurate le tradizionali discipline utilizzate dal design in relazione alla conoscenza delle attività percettive e cognitive.

Mentre l’approccio classico, che derivava dal Grundkurs della Bauhaus e poi dal Basic Design della sua diaspora americana e dalle varie esperienze legate al mondo delle avanguardie, si basava in definitiva su metodi induttivi, costruiti sull’interrogazione dei soggetti della percezione, oggi si comincia a esplorare quello che Giovanni Anceschi definisce new Basic Design, attento alle acquisizioni della neurofisiologia.

Particolare importanza assumono in questo contesto le ricerche in campo sinestesico, che rivelano affascinanti relazioni tra le attività visive e uditive, e dalla cui integrazione emergono prospettive progettuali interamente nuove. La neuroestetica, inoltre, inizia a dar conto di come l’esperienza dell’arte sia collegata al funzionamento del cervello.

Immagine: DivinHX via Shutterstock

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