I Codici della Comunicazione Museale Online

Suggerimenti per la Comunicazione Museale, Web e Social Network

Riprendono gli appuntamenti dedicati a strumenti e soluzioni operative per gestire la comunicazione museale sui nuovi media, approfondendo gli argomenti già presentati in questo post.

Dopo gli strumenti per l’analisi del traffico sui social network, oggi parleremo di codici. Come dobbiamo comunicare? Attraverso quale linguaggio dovremmo diffondere il nostro messaggio?

Comunicare, dal latino communis = che appartiene a tutti, significa propriamente condividere, mettere qualcosa in comune con gli altri.

La teoria della comunicazione è lo studio scientifico sui fenomeni di trasmissione di segnali tra un sistema e un altro di uguale o diversa natura. Secondo un modello formale di comunicazione, il codice è la parola parlata o scritta, l’immagine, il tono impiegato per formare un messaggio.

La definizione di codice

In semiotica, il codice è un insieme di segni, noti o no, prevedibili o no, in cui possiamo distinguere:

  • il piano dei significanti, detto anche dell’espressione;
  • il piano dei significati, detto anche del contenuto;
  • l’ordine di rapporti interni o formali, propri del codice con le sue parti;
  • l’ordine di rapporti esterni o materiali, propri del codice e dei segni con le realizzazioni semiotiche particolari e i particolari utenti.

Il concetto di codice definisce le caratteristiche che i segni devono necessariamente avere per essere compresi in suddetto codice. Si potrebbe banalmente definire il codice come un insieme di istruzioni, che permette di riconoscere, produrre, alienare e indicare i segni, circoscrivendoli e analizzarli a seconda del sistema a cui fanno riferimento.

Il processo comunicativo ha una intrinseca natura bidirezionale, quindi il modello va interpretato nel senso che si ha comunicazione quando gli individui coinvolti sono a un tempo emittenti e riceventi messaggi.

La comunicazione di massa

L’espressione comunicazione di massa fu coniata nella prima metà del XX secolo in ambito anglosassone. Secondo la definizione che ne dà Denis McQuail, sociologo e studioso della comunicazione britannico, i media di massa sono mezzi progettati per mettere in atto forme di comunicazione aperte, a distanza, con tante persone in un breve lasso di tempo.

I mezzi di comunicazione di massa spaziano oggi dai giornali alla pubblicità, dal cinema alla radio, dalla televisione e internet. In virtù dei tratti peculiari che mostrano, ci si riferisce ai dispositivi basati sulle nuove tecnologie di comunicazione in rete con l’espressione nuovi media.

Per più di quattro secoli, l’unico vero medium di massa è stato la parola stampata, grazie all’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg. Agli inizi del XIX secolo, lo sviluppo delle ferrovie, insieme ai progressi nella distribuzione delle reti elettriche, crearono le condizioni per la nascita del secondo mezzo di comunicazione di massa, un vero e proprio salto qualitativo nel mondo delle comunicazioni: il telegrafo. Seguiranno, con un crescendo sempre più rapido, il telefono, la radio e la televisione. La nascita e l’apertura in senso commerciale delle reti telematiche, e in particolare l’avvento di Internet, costituiscono al momento la tappa più recente di questo percorso.

Risulta quindi evidente come i mezzi di comunicazione di massa sfruttino codici formali, quali parole parlate o scritte, immagini e toni impiegati, per dare una forma linguistica alle informazioni, coinvolgendo il proprio target.

La capacità umana di comunicare

In linguistica, il linguaggio umano è la capacità dell’uomo di comunicare per mezzo di un codice complesso, cioè una lingua. Spesso con il solo termine linguaggio ci si riferisce in generale a un qualunque sistema di comunicazione.

Le immagini come linguaggio

Da sempre le immagini costituiscono una sorta di linguaggio dotato di segni che assumono significati particolari. Il linguaggio delle immagini è intrinsecamente indeterminato, dotato cioè di segni che assumono valore simbolico in relazione al significato che attribuiamo a ciò che osserviamo o al valore pragmatico degli scopi della comunicazione.

Il linguaggio delle immagini è altamente evocativo e, in ambito multimediale, queste e la comunicazione visiva rivestono un ruolo fondamentale. Infatti, le immagini nella comunicazione multimediale costituiscono una sorta di linguaggio visuale che si affianca e si integra con quello testuale, possono diventare metafore, allegorie visive che potenziano l’usabilità dei sistemi interattivi o riproducono con esattezza di dettagli il reale.

I contenuti di questo post sono tratti da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Immagine: Patrick Krabeepetcharat via Shutterstock

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