Google Art Project, un’occasione per i nostri Musei: quale ruolo avranno Artisti, Opere e Collezioni Italiane?

Era da parecchio che riflettevo sull’opportunità di promuovere i musei piemontesi tramite il canale di Google Art Project. Ma come entrare in contatto diretto e proporre il proprio museo a Google? Cos’è che ostacola la presenza museale italiana su una piattaforma che ha fame di cultura e la renderebbe fruibile da tutto il mondo?

Ho avuto alcuni chiarimenti da Luigi Maria Di Corato, CEO della Fondazione Musei Senesi, con il quale mi sono confrontata durante l’incontro Musei e nuove tecnologie organizzato a DNA Italia. Secondo Di Corato il primo problema che il team di Google Art Project deve affrontare in Italia è quello di capire con chi interfacciarsi, con chi è possibile o doveroso parlare, da chi ottenere una risposta.

Citando “Viaggio virtuale al museo: Google Art Project si aggiorna” di La Repubblica.it Roma

Google continua il suo viaggio virtuale alla scoperta dei musei più importanti del mondo aggiungendone 29 al suo già cospicuo database online. Tra i nuovi arrivati ci sono anche quattro musei italiani. Si tratta della Fondazione Musei Senesi, i Musei di Strada Nuova a Genova, il Museo Poldi Pezzoli a Milano e del Museo di Palazzo Vecchio a Firenze che si affiancano ora alla Galleria degli Uffizi e ai Musei Capitolini già partner di Google Art Project rispettivamente dal febbraio 2011 e dall’aprile 2012.

Consultando le collezioni italiane è oggi possibile trovare anche il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, inserito di recente.

Allora mi domando: chi utilizza Google Art Project? Possibile che se ne parli tanto poco tra gli addetti ai lavori? Forse i livelli e i criteri di valutazione di Google sono così alti che è difficile entrare nella rosa dei fortunati?

Google Art Project è il museo dei musei. A fronte di un’offerta globale che conta 230 collezioni, 9.253 artisti e 43.607 opere d’arte, attualmente l’offerta italiana è costituita da 7 collezioni,  316 artisti e 705 opere d’arte. Ad oggi, l’ente che ha reso disponibili il maggior numero di opere (186) realizzate da artisti diversi (86) è il Museo Poldi Pezzoli di Milano.

La Fondazione Musei Senesi riunisce quaranta musei in un sistema unificato che offre preziosa testimonianza dell’identità culturale senese. Questo immenso patrimonio culturale è reso ancora più prezioso dal fatto che i musei sono spesso ospitati in edifici monumentali di grande interesse architettonico e sono legati da vicinanza geografica e continuità storica ai contesti in cui sono stati creati, presentando un esempio paradigmatico di ecomuseo. Le collezioni conservate nei musei senesi abbracciano in questo modo l’intera civiltà della Terra di Siena, dalle origini etrusche ai giorni nostri, nelle più diverse forme d’arte, storica, archeologica, scientifica, naturale e antropologica. Essi offrono un viaggio unico e un modo straordinario per scoprire l’area.

A mio parere, lo stesso approccio potrebbe essere utilizzato per promuovere le reti territoriali ed ecomuseali piemontesi. Lo stesso Abbonamento Musei Torino Piemonte raggruppa da solo più di 200 realtà museali.

Infine, che cos’è il Google Cultural Institute? Domanda interessante, fondamentale per comprendere che Art Project è solo una delle sue tante iniziative. Insieme ad un team di googler competenti di tutto il mondo, il Google Cultural Institute sta creando gli strumenti per preservare e promuovere la cultura online. Considerato che la mission generale di Google è quella di organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e utili, Google Art Project mira a raccogliere quanto più materiale possibile (?).

E in tutto questo, gli artisti, le opere e le collezioni italiane, quale ruolo avranno?

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