Intervista a Rita Conti: pittrice autodidatta, predilige soggetti legati alla natura montana

Rita Conti mi è stata presentata da Massimo Martelli, Direttore del Museo di Scienze Naturali “Mario Strani” di Pinerolo, durante l’inaugurazione della mostra “Brucio Anch’io!” ospitata presso la sede della Città metropolitana di Torino.

Avevo notato il suo lavoro su Facebook, in occasione di un Workshop di Pittura, inserendone poi il nome nel post dedicato a Wildlife Artist, Pittori Botanici, Disegnatori e Illustratori Naturalistici Italiani.

Questa intervista mi ha dato l’opportunità di conoscerla meglio e promuoverne lo splendido lavoro attraverso le pagine del blog. Buona lettura 😀

1. Mini biografia. Come sei diventata pittrice?

Coltivo da sempre una grande passione per il disegno e la pittura. Tra i 16 e i 20 anni ho anche realizzato un certo numero di ritratti su commissione, ma il mio percorso scolastico è stato quello classico: per la mia famiglia infatti, frequentare il liceo artistico negli anni della Contestazione era una scelta sconveniente, un po’ troppo fuori dagli schemi, forse persino pericolosa. Una volta completato il liceo classico ho scelto la Facoltà di Matematica presso l’Università degli Studi di Torino, che ho lasciato dopo un numero irrisorio di esami.

A quel punto ho scelto di tornare sui miei passi, iniziando a collaborare con mio padre in laboratorio, ricoprendo il ruolo di disegnatrice tecnica. Mio nonno era un affermato falegname, mentre lui ha lavorato a lungo come modellatore e prototipista.

Alla soglia dei 40 anni ho deciso di avviare la mia attività. Sono sostanzialmente autodidatta, ma all’inizio ho seguito un corso formativo sugli antichi mestieri, per apprendere le tecniche base legate alla realizzazione di murales e trompe l’oeil. Nel 2000 ho aperto una Partita IVA come artista, dedicandomi finalmente alla creazione di pitture murali: a seconda delle esigenze del cliente finale realizzo meridiane e temi legati alla natura montana.

2. Parliamo del progetto espositivo “Brucio Anch’io!”. Secondo il tuo parere professionale, partecipare ad una mostra collettiva è sempre una scelta strategica?

Mi sono sentita coinvolta personalmente dal Progetto, perché la Val Chisone (dove Rita vive con la sua famiglia n.d.r.) è stata interessata dagli incendi del novembre 2017. Ho visitato la prima edizione della mostra allestita al Museo di Scienze Naturali “Mario Strani” e intrecciato in quell’occasione i contatti che mi hanno portata a partecipare a quella torinese (dove siamo state presentate n.d.r.).

Dal mio punto di vista, partecipare a una collettiva è un’occasione di confronto, un passaggio importante per valutare il proprio lavoro rispetto a quello di altri professionisti. Per certi versi è una sfida alle proprie capacità, un’opportunità per farsi conoscere ad un pubblico vasto.

Preferisco comunque scegliere personalmente i progetti ai quali aderire.

3. Quali sono i tuoi maestri, a quali artisti ti sei ispirata per il tuo lavoro?

Apprezzo moltissimo il lavoro di Nick Edel. Ho consultato un bel numero di albi illustrati americani; la tradizione pittorica del paesaggio montano è molto forte nelle aree geografiche del nord, così come la rappresentazione degli animali selvatici. Mi interessava in particolare imparare a gestire i colori su quel tipo di modello.

Oltre a questo, ho conosciuto del tutto casualmente una performer canadese in vacanza a Perosa Argentina, in Val Chisone: Viviane Bertrand. Da lei ho potuto apprendere i rudimenti dell’uso del pennello per la pittura orientale. Un’esperienza inaspettata e preziosa.

4. La tua presenza sui social network è molto curata. Quanto è importante per te avere un’immagine coerente sui diversi canali?

A dire la verità, mi occupo della mia presenza web solo a tempo perso, senza una routine definita. Ho un sito internetRita Conti. Dipinti, Murales, Trompe l’oeil, Meridiane che aggiorno personalmente, mi permette di ottenere una buona visibilità e di vendere alcuni pezzi particolari. La Pagina Facebook Pittura su LOSE – Laboratorio di RITA CONTI – Unitre Perosa Argentina è nata invece per dare visibilità i lavori dei miei allievi. In futuro potrei aprire una pagina dedicata esclusivamente al mio lavoro di artista, ma per ora va bene così.

5. Si parla molto di Personal Brand, anche in ambito artistico. Pensi che raccontare la propria storia contribuisca a fare la differenza nel processo di scelta di un cliente?

Finora il lavoro che faccio si è basato principalmente sul passaparola. Quando si tratta di affrescare le pareti esterne della propria abitazione, con simboli e immagini legate alla Natura, ai suoi spiriti e alla Madre Terra, si instaura un rapporto particolare tra l’artista e il committente, fatto di buone sensazioni e armonie condivise. Nel mio caso la scelta è sempre personale, dettata da qualcosa che va oltre la bravura fine a se stessa.


Rita Conti è un’artista. Predilige i soggetti legati alla natura montana e realizza dipinti, murales, trompe l’oeil e meridiane. Sul suo sito trovi una sezione dedicata alle lose dipinte: sono sottili lastre di pietra che si sfalda naturalmente e che vengono usate per la copertura dei tetti. In genere usa lose di quarzite proveniente dalle cave del monte Bracco. Seguila su Facebook.

L’intervista si è svolta telefonicamente a ottobre 2018

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