Matthew Frame: a proposito di coworking

Matthew Frame al tavolo da disegno

Un post sul blog di MOO

MOO è un’azienda di design e stampa online pluripremiata, specializzata in cancelleria aziendale e materiale promozionale. Usano la tecnologia per rendere i grandi design accessibili a tutti.

Quello che pubblico di seguito è un estratto dell’intervista a Matthew Frame, illustratore londinese, apparsa sul blog MOO nel gennaio 2018. Decidere di lavorare in coworking (anziché da casa) è stata la scelta vincente che ha rivoluzionato il suo approccio al lavoro. Buona lettura 🙂

I’m an award winning illustrator with over 10 years of experience working on a variety of briefs including album artwork, murals, architectural visualisation, children’s books and film posters.

Produced from my studio in London, my intricate drawings play with texture and pattern to explore my passion for film, politics, education, environmental issues and science fiction.

(…)

Perché hai deciso di diventare freelance?

La mia carriera è stata in evoluzione costante fino ad ora e non so mai esattamente in che direzione mi porterà. Inizialmente sono stato contattato da uno studio di architetti che mi ha chiesto di realizzare un murale di grandi dimensioni: un incarico inaspettato e qualcosa che non avevo mai fatto prima, ma che volevo assolutamente provare. È stata questa coincidenza a dare il via alla mia carriera freelance.

Adesso lavori in uno studio; come gestisci il tempo? Hai consigli per chi sta pensando di iniziare a lavorare in uno studio come te?

Aiuta tantissimo.

Prima non ero mai stato così tanto a contatto con altri creativi e freelance: trasferirmi a lavorare in uno studio condiviso mi permette di stare in mezzo a persone con la stessa mentalità. Parliamo degli incarichi a cui stiamo lavorando e ci chiediamo consiglio a vicenda: è un’esperienza preziosa.

Quando lavoravo da casa, mi sentivo imprigionato in una specie di perpetua vita da studente in cui il lavoro non mi lasciava mai. Prima lavoravo fino a tardi, poi, quando mi sono trasferito nello studio, è diventato più facile concentrarmi, organizzare le giornate e gestire meglio il carico di lavoro. Avere un posto in cui devo recarmi mi ha anche aiutato ad adottare un atteggiamento più professionale (…)

Qual è la cosa principale che hai imparato nell’avviare la tua attività?

L’importanza di mostrare il proprio lavoro. A volte può essere una faticaccia: alcune persone sono più fortunate, altre devono lavorare un po’ di più.

I social media sono un’arma a doppio taglio: ora i potenziali clienti possono scegliere tra gli artisti di tutto il mondo, mentre in passato la scelta si sarebbe limitata, per esempio, agli illustratori di Londra. Dall’altro lato, però, internet ti mette in contatto con molte più persone.

Spesso mi rendo conto che certa gente si aspetta che lavori gratis. C’è ancora la convinzione che questo tipo di lavoro lo si faccia per puro divertimento, che sia un hobby piuttosto che un lavoro vero. In questi casi, bisogna adottare una mentalità più professionale; per svilupparla può volerci del tempo, ma redigere un contratto aiuta sempre (…)

L’importanza di avere uno studio
Il post completo è disponibile online su blog.moo.com

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