Materiali per i Musei e Standard di Qualità, che cosa sono (erano)?

Il progetto Standard Museali è nato, in Piemonte, in occasione del seminario di presentazione del Censimento dei Musei e degli altri Beni Culturali aperti al pubblico con ingresso regolamentato, organizzato tra il 2002 e il 2003 da Osservatorio Culturale Piemontese OCP. Si trattava di un piano di lavoro per la definizione a livello regionale degli standard museali.

Gli standard vennero intesi come uno strumento di dialogo e di negoziazione delle modalità e delle condizioni da mettere in campo per il raggiungimento di obiettivi di qualità realistici, adeguati e sostenibili da parte dei musei e delle amministrazioni locali. Questa prima definizione è tratta dal sito del Centro Studi Piemontesi.

Dal 2018 i contenuti e i risultati del Progetto non sono più disponibili online: il sito del Centro Risorse Beni Culturali in particolare, è andato offline.

Nonostante gli obiettivi di questo blog siano cambiati nel tempo, ho ritenuto utile mantenere comunque questo post, riassumendo in esso tutti quelli che ho pubblicato nel corso degli anni sul tema degli Standard.

Standard di Qualità nei Musei Piemontesi

Con proprio decreto, nel 1998 il Ministro per i beni culturali e ambientali definiva i criteri tecnico-scientifici e gli standard minimi da osservare nell’esercizio delle attività trasferite, in modo da garantire un adeguato livello di fruizione collettiva dei beni, la loro sicurezza e la prevenzione dei rischi.

D. Lgs. n.112/98 art. 150 comma 6

La normativa nazionale di riferimento è l’Atto di indirizzo sui Criteri tecnico-scientifici e sugli Standard di funzionamento e sviluppo dei musei, approvato nel 2001 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Atto di indirizzo sui criteri tecnico–scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei – D.M. 10 maggio 2001 – Allegato A

In sintesi estrema, si è profilata l’esigenza di una precisazione della missio dei musei, riorientandola verso il visitatore, così da affinare ulteriormente quell’interpretazione del museo come pubblico servizio (…)

Nel 2003 la Regione Piemonte ha avviato,  come dicevamo in apertura, un Piano di Lavoro per la definizione degli Standard Museali, con il duplice obiettivo di individuare le priorità per l’erogazione dei contributi e allo stesso tempo creare una procedura per l’accreditamento delle istituzioni museali.

Tale Piano ha portato tra il 2005 e il 2008 alla pubblicazione degli Standard con relative istruzioni ed eventuali approfondimenti, in un’apposita collana intitolata Materiali per i Musei, che comprendeva:

  • Rapporti con il Pubblico
  • Strutture e Sicurezza
  • Assetti Finanziari
  • Rapporti con il Territorio
  • Gestione e Cura delle Collezioni

Tutto il materiale è consultabile online sull’account ISSUU della Fondazione Fitzcarraldo e disponibile per il download gratuito da questo post.

Rapporti con il Pubblico

Il primo manuale della collana “Materiali per i musei” edita dalla Regione Piemonte è dedicato a Rapporti con il Pubblico (scaricalo gratuitamente).

Prima parte | Schede di autovalutazione

La prima parte di Rapporti con il pubblico – Schede di autovalutazione è stata redatta dal Gruppo di lavoro sulla definizione degli standard, coordinato dal Politecnico di Torino e costituito da Fondazione per l’Arte della Compagnia di San Paolo, Armeria Reale, Fondazione Fitzcarraldo, Associazione Torino Città Capitale Europea, Dipartimento Didattica del Castello di Rivoli – Museo d’Arte contemporanea, Didattica Museale del Settore Musei e Patrimonio Culturale della Regione Piemonte, Settore Educazione al Patrimonio della Città di Torino.

Seconda parte | Conoscere il pubblico: risorse per gli operatori

La seconda parte di Rapporti con il pubblico – Conoscere il pubblico: risorse per gli operatori è stata curata da Alessandro Bollo, fondatore della Fondazione Fitzcarraldo, e Luca Dal Pozzolo, responsabile scientifico dell’Osservatorio Culturale del Piemonte. Alessia Gioacchino, Teresa Pellegrino, Claude Zamnit Trevisan hanno contributo alla realizzazione delle indagini osservanti.

La versione cartacea può essere richiesta gratuitamente dalle istituzioni culturali alla Regione Piemonte, scrivendo al Settore A2002A – Valorizzazione del patrimonio culturale, musei e siti Unesco.

Materiali per i Musei | Rapporti con il Pubblico

Obiettivi dello Standard

Nella ridefinizione data dal Consiglio d’Europa e dall’Associazione dei Musei Europei, il museo viene a configurarsi come public service, tenuto a raggiungere un livello di qualità pubblica, sostanzialmente basato sull’equilibrio di due elementi fondanti: la qualità della conservazione delle collezioni e la qualità dei servizi erogati al pubblico.

I musei permettono al pubblico di fruire delle collezioni, per trarne ispirazione, istruzione e godimento. Essi sono istituzioni che collezionano, tutelano e rendono accessibili patrimoni che essi detengono per conto della società.

In questo quadro lo standard riguardante i rapporti con il pubblico rimanda a un obiettivo centrale che consiste nel deteminare la qualità del servizio museale e definisce quello che il museo dovrebbe fare per il pubblico sia in termini di requisiti minimi, sia in termini di aree di miglioramento. Viene cioè prefigurato in elementi a loro volta o opportunamente graduati, un processo virtuoso che una volta superate eventuali carenze nel raggiungimento dei requisiti minimi obbligatori, accompagni con politiche ad hoc e percorsi flessibili e differenziati le diverse realtà museali verso l’incremento progressivo della qualità del rapporto coi pubblici di riferimento, sino a livelli di eccellenza.

Elementi dello Standard

Lo standard rapporti con il pubblico è stato definito introducendo nove elementi caratterizzanti, alcuni dei quali strettamente complementari ad altri standard, ad esempio a quelli relativi ai rapporti col territorio e alle strutture:

  • apertura al pubblico
  • accesso
  • accoglienza
  • sussidi alla visita
  • servizi educativi e didattici
  • attività
  • comunicazione e promozione
  • servizi accessori
  • analisi del pubblico

Ciascun elemento è stato articolato in parametri, definiti anche sulla base delle analisi condotte sull’attuale sistema museale regionale piemontese e tenendo conto delle forti diversità esistenti. Tali elementi sono organizzati secondo un ordinamento costituito da livelli qualitativi, in cui il livello 0 rappresenta l’assenza del requisito minimo in vista dell’accreditamento, mentre i livelli successivi attestano la presenza del requisito minimo e di requisiti ulteriormente qualificanti. Tale ordinamento è di tipo cumulativo, ovvero fa coincidere l’incremento di qualità dell’offerta con la compresenza, la molteplicità e la varietà dei servizi e degli stimoli forniti al pubblico. Ovviamente il raggiungimento dei livelli qualitativi va commisurato alle specificità dei singoli musei, fortemente relazionate a elementi strutturanti e strutturali come dimensione, genere e tipologie di collezione, contesto territoriale.

Lo standard riguardante i rapporti con il pubblico, con i suoi diversi elementi, intende agire sulla capacità attrattiva del museo, interpretabile non solo rispetto al numero dei visitatori ma soprattutto in relazione alla qualità della fruizione. Un punto nodale, trasversale a più elementi (sussidi alla visita, servizi educativi, comunicazione e promozione) è inoltre individuato nella capacità del museo di riconoscere e di rivolgersi a più tipologie di pubblici (giovani, famiglie, studiosi, disabili ecc.). A tale riguardo l’elemento 9 (analisi del pubblico) prevede parametri che vanno considerati come essenziali e strategici per una politica dell’offerta museale che si voglia mirata alla education, secondo gli orientamenti dell’Unione Europea, e che quindi si basi sulla conoscenza approfondita dell’attuale e potenziale differenziazione della domanda culturale, come di comportamenti, aspettative e livelli di gradimento dei visitatori.

Applicazione dello Standard

Il sistema di ordinamento dei parametri proposto dallo Standard Rapporti con il Pubblico si caratterizza per la flessibilità della sua applicazione a contesti e tipologie di musei, singoli o in rete, tra loro anche molto differenti. Prescindendo dalla necessaria presenza dei requisiti minimi, i parametri di livello superiore rimandano a giudizi di qualità, fino a quello di eccellenza, non univoci, ma che si prevedono condizionati e modulati rispetto alle specificità dell’offerta di ogni singolo museo.

Livelli di qualità ritenuti discriminanti per alcune tipologie di museo (ad esempio i grandi poli museali) possono non esserlo per altre tipologie (ad esempio piccoli musei diffusi sul territorio). D’altro canto, per questi ultimi, specifici requisiti (quali l’appartenenza a una rete museale ben strutturata) possono dar luogo a giudizi di eccellenza in mancanza di altri requisiti di qualità anche di ordine superiore.

Estr. da Premessa – Schede di autovalutazione
Rapporti con il pubblico – Standard Museali, Materiali per i Musei vol. 1 

Strutture e Sicurezza

Il secondo manuale della collana “Materiali per i musei” edita dalla Regione Piemonte è dedicato a Strutture e Sicurezza parte Iparte II (scaricalo gratuitamente).

Prima parte | schede di autovalutazione

La prima parte di Strutture e Sicurezza – Schede di autovalutazione è stata redatta dal Gruppo di lavoro sulla definizione degli standard, coordinato da Marco Filippi, Senior Professor DENERG – Dipartimento Energia del Politecnico di Torino, e costituito da Giuseppe Bonfante, ingegnere, Michela Rota, architetto e ricercatrice, e Marco Vaudetti, Professore Ordinario DAD – Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino.

Seconda parte | Sicurezza: la normativa

La seconda parte di Strutture e Sicurezza – Sicurezza: la normativa è una raccolta curata da Giuseppe Bonfante e Michela Rota.

La versione cartacea può essere richiesta gratuitamente dalle istituzioni culturali alla Regione Piemonte, scrivendo al Settore A2002A – Valorizzazione del patrimonio culturale, musei e siti Unesco.

Materiali per i Musei | Strutture e Sicurezza

Obiettivi dello Standard

Gli standard regionali, ispirati dall’Atto di indirizzo sui criteri tecnico–scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei – D.M. 10 maggio 2001, sono intesi come uno strumento di dialogo e di negoziazione delle modalità e delle condizioni da mettere in campo per il raggiungimento di obiettivi di qualità realistici, adeguati e sostenibili da parte dei musei e delle amministrazioni locali ed è per questo che si è chiesto alle Commissioni di operare affinché venisse strutturato un sistema di standard capace di adattarsi in modo intelligente al caso specifico, individuando nel caso concreto gli obiettivi di qualità raggiungibili ed indicandone procedure, tappe, risultati acquisibili e misurabili. In tale contesto la Commissione Strutture e Sicurezza ha cercato di creare un sistema di autovalutazione delle istituzioni museali che possa essere utilizzato sia come strumento di conoscenza delle situazioni esistenti sia come strumento per l’avvio di una procedura di accreditamento.

Nel citato D.M. 10 maggio 2001 vi sono, in tema di strutture e sicurezza, alcune affermazioni che è opportuno richiamare per meglio comprendere il lavoro compiuto:

  • il museo è tenuto a garantire che le strutture siano adeguate alle funzioni cui sono adibite, in conformità alla politica e agli obiettivi educativi e con riferimento alle esigenze delle collezioni, del personale e del pubblico. In particolare esse devono essere adeguate tipologicamente e dimensionalmente ed essere flessibili, attrezzabili, funzionali, controllabili, manutenibili, accessibili e riconoscibili;
  • il museo è tenuto ad assicurare che le strutture siano conformi alle disposizioni di carattere cogente, ad attuare interventi finalizzati a rendere le strutture atte a conseguire predeterminati obiettivi di qualità e a prevedere tutte le azioni pianificate e sistematiche necessarie per garantire la continuità nel tempo dei servizi resi;
  • il museo è tenuto a garantire la sicurezza ambientale, la sicurezza strutturale, la sicurezza nell’uso, la sicurezza anticrimine e la sicurezza in caso di incendio;
  • il museo è tenuto a effettuare un’analisi dei rischi atta a commisurare la strategia di sicurezza alla specifica realtà, anche attraverso il ricorso a misure di sicurezza equivalenti.

Elementi dello Standard

Con riferimento a quanto già affermato e seguendo le specifiche indicazioni tecniche contenute negli Ambiti Strutture e Sicurezza dell’Atto di indirizzo sui criteri tecnico–scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei la Commissione ha ritenuto opportuno suddividere le schede di autovalutazione in due Sezioni, una dedicata agli Spazi e una seconda dedicata alla Sicurezza.

L’insieme delle schede relativo agli spazi è stato poi suddiviso in spazi esterni al museo e spazi interni, fra cui quelli esterni al percorso espositivo, quelli propriamente espositivi e quelli di deposito:

  • Spazi esterni
  • Spazi interni. Esterni al percorso espositivo
  • Spazi interni. Spazi espositivi
  • Spazi interni. Depositi

L’insieme delle schede relativo alla sicurezza è stato invece suddiviso con riferimento alle modalità tecniche e organizzative con cui si garantisce la sicurezza nell’uso delle dotazioni impiantistiche, la sicurezza dell’ambiente di lavoro, la sicurezza anticrimine e la sicurezza in caso di incendio e di calamità naturali:

  • Sicurezza nell’uso delle dotazioni impiantistiche
  • Sicurezza nell’ambiente di lavoro
  • Sicurezza anticrimine
  • Sicurezza in caso d’incendio, strutturale e ambientale

Ciascun livello è costituito da un insieme di parametri e per ciascuno si richiede una risposta del tipo assente/presente, adeguato/non adeguato, programmato/non programmato. Il compilatore delle schede è invitato a identificare, all’interno dei vari livelli e con riferimento a ciascun parametro riportato, la risposta che corrisponde a verità per la propria struttura. Il livello in cui si colloca l’istituzione museale, dal punto di vista sia delle strutture sia della sicurezza, emerge quindi automaticamente dall’analisi delle risposte fornite.

Applicazione dello Standard

Rispetto all’autovalutazione degli ambiti Strutture e Sicurezza e dei rispettivi parametri, rimangono però alcuni problemi aperti che solo il dialogo e la negoziazione fra la Regione e le istituzioni museali può consentire di risolvere: se la collocazione dell’istituzione museale in un livello piuttosto che in un altro avviene soltanto se non vi è alcuna risposta a livelli inferiori; se le caratteristiche dell’istituzione museale cui si riferisce l’indagine possono influire sulla determinazione del livello minimo da raggiungere ai fini dell’ammissibilità all’accreditamento.

Le schede riguardanti i temi della sicurezza sono accompagnate da premesse e note a margine utili per la compilazione, nonché da una Appendice che contiene le norme cogenti cui si riferiscono le domande poste. Occorre supportare concretamente il percorso di miglioramento della qualità delle strutture museali e di messa a punto dell’organizzazione per la sicurezza rendendo disponibili alle istituzioni museali delle Linee Guida che illustrino non solo le tecniche e le tecnologie necessarie per soddisfare le esigenze di qualità, ma anche le azioni sistematiche che devono effettuare per garantire la continuità nel tempo dei servizi resi.

Estr. da Introduzione
Strutture e Sicurezza – Standard Museali, Materiali per i Musei vol. 2

Assetti Finanziari

Il terzo manuale della collana “Materiali per i musei” edita dalla Regione Piemonte è dedicato agli Assetti Finanziari (scaricalo gratuitamente).

Commissione Assetti Finanziari

I lavori della commissione Assetti Finanziari sono stati coordinati da Daniela Formento, Luca Dal Pozzolo e Luca Zan.

Hanno inoltre partecipato i rappresentanti di:

  • Associazione Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone
  • Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
  • Comune di Alessandria
  • Comune di Domodossola
  • Comune di Ivrea
  • Comune di Savigliano
  • Fondazione Alfredo D’Andrade – Museo del Centro Studi
  • Fondazione Centro Culturale Valdese – Museo Valdese
  • Fondazione Museo del Territorio Biellese
  • Fondazione Museo della Ceramica Vecchia
  • Fondazione Torino Musei
  • Laboratorio Ecomusei Piemonte
  • Museo Civico Archeologico di Scienze naturali Federico Eusebio
  • Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi di Casale Monferrato
  • Museo Civico Etnografico Carlo Giacomo Fanchini
  • Museo Civico Pier Alessandro Garda
  • Museo dell’Automobile Carlo Biscaretti di Ruffia
  • Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà
  • Museo Nazionale del Risorgimento Italiano
  • Palazzo dei Musei – Pinacoteca di Varallo
  • Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico del Piemonte – Villa della Regina.

La versione cartacea può essere richiesta gratuitamente dalle istituzioni culturali alla Regione Piemonte, scrivendo al Settore A2002A – Valorizzazione del patrimonio culturale, musei e siti Unesco.

Materiali per i Musei | Assetti Finanziari

Obiettivi dello Standard

L’ambito degli standard riguardante l’assetto finanziario si confronta con una situazione generale che vede una grande differenziazione tra museo e museo a seconda dell’assetto istituzionale adottato e della propria ragione sociale; se associazioni, fondazioni e musei privati sono tenuti alla redazione di un bilancio che descriva in modo esauriente con un documento contabile e fiscale il funzionamento economico del museo, i musei pubblici, non dotati di speciali statuti di autonomia denunciano più o meno estese difficoltà a ricostruire nel suo complesso il funzionamento economico della propria istituzione.

L’obiettivo principale si può esprimere come l’esigenza di favorire al massimo grado possibile la trasparenza economica della gestione dei musei e la rappresentazione economica di tutte le attività museali. Non si tratta quindi di compilare un modulo, ma di rendere comprensibili e valutabili in termini economici le diverse attività del museo, attraverso una molteplicità di descrizioni possibili che vengono indicate sotto forma di linee guida cui i musei possano attenersi in modo flessibile.

A questo obiettivo principale fa seguito un obiettivo strettamente correlato che consiste nell’evitare una burocratizzazione rigida delle operazioni e una proliferazione di documenti percepiti come inutili dal museo stesso.

Elementi dello Standard

L’articolazione dello standard prevede tre sotto-ambiti che consentono una rappresentazione elementare e di base delle dimensioni economiche del museo. I tre sotto-ambiti sono:

  • (a) Gestione corrente
  • (b) Gestione corrente per ecomusei, musei diffusi e network
  • Progetti speciali
  • Investimenti

Ciascun sotto-ambito è stato articolato in parametri, definiti anche sulla base delle analisi condotte sul sistema museale regionale, tenendo conto delle forti diversità esistenti.

L’analisi delle informazioni disponibili, della loro significatività nelle diverse tipologie di museo, delle modalità di aggregazione e di rappresentazione hanno costituito il centro del lavoro della Commissione Assetti Finanziari, che ha visto collaborare i responsabili amministrativi di numerosi musei piemontesi.

Applicazione dello Standard

Ovviamente il soddisfacimento dei requisiti minimi dello standard è strettamente legato alla tipologia e alla dimensione del museo: per quelli più strutturati e che a causa del loro assetto istituzionale sono tenuti per legge a redigere un bilancio di esercizio il compito appare relativamente semplice, perlomeno per tutta la parte di acquisizione, valutazione e strutturazione delle informazioni economiche, già presenti e disponibili a essere comunicate.

In numerosi altri casi, invece, il museo non è depositario di alcune delle informazioni economiche indispensabili e diviene necessario richiederle all’ente di appartenenza o di riferimento (…) In questi casi andrà specificata l’impossibilità di disaggregare il dato e si dovrà alternativamente procedere a una stima o indicare la non disponibilità del dato.

Estr. da Premessa – Schede di autovalutazione
Assetti Finanziari – Standard Museali, Materiali per i Musei vol. 3

Rapporti con il Territorio

Il quarto manuale della collana “Materiali per i musei” edita dalla Regione Piemonte è dedicato ai Rapporti con il Territorio (scaricalo gratuitamente).

Commissione Rapporti con il territorio

I lavori della commissione sono stati coordinati da Daniela Formento e dal presidente dell’Associazione Culturale Marcovaldo. Hanno inoltre partecipato:

  • Damiano Aliprandi, coordinatore dell’Area Ricerca di Fondazione Fitzcarraldo
  • Laura Carli, Settore Musei e Patrimonio Culturale della Regione Piemonte
  • Diego Mondo, Settore Musei e Patrimonio Culturale della Regione Piemonte
  • don Gianluca Popolla, direttore del Centro Culturale Diocesano di Susa

La versione cartacea può essere richiesta gratuitamente dalle istituzioni culturali alla Regione Piemonte, scrivendo al Settore A2002A – Valorizzazione del patrimonio culturale, musei e siti Unesco.

Materiali per i Musei | Rapporti con il Territorio

Obiettivi dello Standard

Ma cos’è il paesaggio? Se il territorio, sotto il profilo giuridico, è una risorsa, uno spazio organizzato amministrativamente e utilizzabile economicamente, in particolare sotto specie urbanistica, e se l’ambiente è quello stesso spazio in relazione alla salute e alla qualità della vita di coloro che ci vivono, il paesaggio è la forma storicamente conferita a quello spazio e, in quanto tale, oggetto di tutela alla stessa stregua dei beni culturali.

La natura del patrimonio culturale piemontese è quella di essere in larga misura costituito da un insieme di beni diversi diffusi sul territorio.

L’obiettivo dello standard è quello di volere questi beni attori o protagonisti di un intreccio di rapporti con altri soggetti: enti locali, associazioni, soggetti economici pubblici e privati; questo comporta l’assunzione di specifiche responsabilità da parte del museo in rapporto al proprio territorio di appartenenza e di riferimento, determinando di conseguenza particolari modalità di gestione e organizzazione del museo o del bene, eventualmente nell’ambito di un sistema o di un progetto di valorizzazione integrata di un territorio.

Tale assunzione di responsabilità deve essere chiaramente indicata nello statuto e/o nel regolamento del museo e le sue attività e impegni in tale ambito devono essere definiti nei documenti programmatici.

Elementi dello Standard

Lo standard rapporti con il territorio è stato definito introducendo i seguenti elementi caratterizzanti:

  • Attività di ricerca sul territorio
  • Organizzazione e diffusione della documentazione
  • Tutela indiretta
  • Valorizzazione integrata del territorio
  • Attività di gestione del territorio
  • Partecipazione a reti e sistemi di beni culturali
  • Partecipazione a progetti di sviluppo locale

È stato inoltre inserito un elemento 0, trasversale rispetto agli altri, che indica la formalizzazione più o meno spinta della Vocazione territoriale del museo o del bene. Ciascun elemento è stato articolato in parametri, definiti anche sulla base delle esperienze già avviate in Piemonte e tenendo conto delle diversità esistenti nel sistema museale regionale.

Applicazione dello Standard

Il raggiungimento dei livelli qualitativi va commisurato alle specificità dei singoli musei, messe fortemente in relazione a elementi quali il contesto territoriale e la dotazione di personale qualificato. Occorre infatti sottolineare che questo ambito ha una rilevanza diversa a seconda della tipologia, della storia e della collocazione del museo. Se può infatti essere poco rilevante per i grandi musei che si trovano nel capoluogo regionale, lo è molto di più per i musei civici o per altri musei più periferici, per i quali è rilevante il rapporto con il territorio di riferimento.

Estr. da Premessa – Schede di autovalutazione
Rapporti con il territorio – Standard Museali, Materiali per i Musei vol. 4

Gestione e Cura delle Collezioni

Il quinto e ultimo manuale della collana Materiali per i musei edita dalla Regione Piemonte è dedicato alla Gestione e Cura delle Collezioni parte Iparte II (scaricalo gratuitamente).

Prima parte | Schede di autovalutazione

La prima parte di Gestione e Cura delle Collezioni – Schede di autovalutazione ha coinvolto il Gruppo di lavoro sulla definizione degli standard, coordinato da Carla Enrica Spantigati della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte. Hanno inoltre partecipato:

  • Luisa Brecciaroli, Soprintendenza Archeologia del Piemonte
  • Fabrizio Corrado, Settore Musei e Patrimonio Culturale della Regione Piemonte
  • Gianluca Kannès, Settore Musei e Patrimonio Culturale della Regione Piemonte
  • Enrica Pagella, Fondazione Torino Musei
  • Donata Pesenti, Fondazione Maria Adriana Prolo – Museo Nazionale del Cinema

Seconda parte | Appendice

La seconda parte di Gestione e Cura delle Collezioni – Appendice è una raccolta di documenti e materiali considerati utili come modelli di riferimento per la gestione di determinate operazioni o come semplici esempi di buone pratiche.

La redazione dei testi e l’organizzazione del volume Materiali per i Musei, Gestione e Cura delle Collezioni sono state curate da Nicoletta Gazzeri, docente e consulente museale.

La versione cartacea può essere richiesta gratuitamente dalle istituzioni culturali alla Regione Piemonte, scrivendo al Settore A2002A – Valorizzazione del patrimonio culturale, musei e siti Unesco.

Materiali per i Musei | Gestione e Cura delle Collezioni

Obiettivi dello Standard

La conservazione e la cura delle collezioni museali sono al cuore dell’esistenza del museo e il presupposto della sua funzione sociale, in quanto istituto depositario e gestore di un patrimonio per conto della collettività e responsabile delle condizioni per la migliore fruizione pubblica di tale patrimonio.

Gli standard relativi alle collezioni si pongono l’obiettivo di sintetizzare il patrimonio di principi etici, norme giuridiche e tecniche e prassi nel quale i musei già si riconoscono, in quanto consapevoli della loro comune missione al di là delle singole specificità e di articolare la sintesi in una griglia applicabile alla valutazione di qualità.

Non si tratta di redigere una lista onnicomprensiva di obiettivi di qualità secondo un esclusivo criterio di eccellenza, ma di definire un ordine di priorità che orienti l’azione dei musei stessi e le politiche di settore, così da consentire all’insieme dei musei regionali di raggiungere un livello accettabile quanto a dotazioni, prassi e risultati minimi garantiti, su cui innestare successive e mirate azioni di miglioramento.

Elementi dello Standard

Lo standard rapporti con il territorio è stato definito introducendo i seguenti elementi caratterizzanti:

  • Conservazione e restauro
  • Movimentazione
  • Incremento delle collezioni
  • Registrazione e documentazione
  • Mostre
  • Attività di studio e ricerca

Nel redigere le schede di autovalutazione destinate ai musei è stata rispettata la suddivisione in sottoambiti adottata nell’Atto d’indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei. Ce ne si è scostati soltanto per suddividere ulteriormente l’ambito relativo alla conservazione e al restauro, da cui si è scorporata una scheda dedicata alla movimentazione delle collezioni, dove sono confluite anche gran parte delle indicazioni riguardanti i depositi.

La Commissione regionale ha operato alcune scelte di fondo, su cui si è orientata la previsione degli standard minimi e la costruzione delle scale di posizionamento, come di seguito riassunto:

  • si è voluta affermare con forza la necessità che il museo possieda un inventario completo e aggiornato delle raccolte e ne abbia quanto meno avviato la catalogazione;
    quanto alla conservazione delle collezioni, si prevede come standard minimo che il museo garantisca un controllo di massima dello stato di conservazione delle collezioni e del rispetto di condizioni ambientali soddisfacenti;
  • in generale, si richiede un impegno dei musei alla formalizzazione delle procedure adottate al loro interno, ovunque la discrezionalità o l’assenza di regole esplicite portino con sé un rischio di dispersione di esperienze, informazioni, dati e, in definitiva, un allentamento dei sistemi di controllo interni alla struttura;
  • si ribadisce la necessità di considerare gli oggetti eventualmente collocati fuori del museo, in deposito presso altri enti, in tutto e per tutto inclusi nelle politiche conservative del museo stesso. Di conseguenza, l’autorizzazione al deposito esterno va subordinata a una seria valutazione di opportunità, sia in rapporto alle esigenze della migliore fruizione dei beni e della loro disponibilità per le iniziative culturali ed espositive dell’istituzione, sia in base a garanzie di buona conservazione e corretta gestione;
  • infine, ma non secondariamente, si richiede che il museo metta in atto una politica di gestione delle collezioni su base programmatica, che consideri tutti gli aspetti e che configuri in questo ambito un ruolo attivo e propositivo dell’istituzione, sottraendo le iniziative alla casualità o all’interferenza di pressioni esterne.

Applicazione dello Standard

Perché gli standard adottati a livello regionale siano commisurati all’estrema disparità di situazioni registrate e indichino obiettivi di qualità ragionevolmente raggiungibili, con modalità graduali, da tutti gli istituti, occorre che diventino un indicatore di rotta, uno strumento di mediazione che registri i minimi oggi esistenti, in diversi casi, e definisca i passaggi ineludibili per il loro miglioramento.

Gli adempimenti e le prassi relativi a questa ampia parte delle attività di un museo sono così numerosi e diversificati, complicati dal concorso di diverse competenze tecniche e scientifiche e sempre contestualizzati nella realtà specifica di un singolo museo, che non è agevole pensare ad un adeguamento automatico alle prassi di eccellenza.

Il confronto tra diverse soluzioni e la circolazione di pratiche, modelli, esperienze e competenze sono fondamentali e andrebbero rafforzati, in vista di una crescita complessiva della cultura gestionale relativa alle collezioni nell’insieme dei musei regionali.

Estr. da Premessa – Schede di autovalutazione
Gestione e Cura delle Collezioni
Standard Museali, Materiali per i Musei vol. 5

Benvenuti!

Il Manuale per i volontari dei musei del Piemonte è stato presentato a Torino il 1 dicembre 2008 nel corso del convegno intitolato “L’avvio dell’accreditamento dei musei piemontesi. La qualità nell’organizzazione del volontariato museale”.

Il formato cartaceo è attualmente disponibile su Mondadori Store.


Come scrivevo in apertura, dal 2018 questi contenuti non sono più disponibili online: il sito del Centro Risorse Beni Culturali in particolare, è ormai offline.

Nonostante gli obiettivi di questo blog siano cambiati nel tempo, ho ritenuto utile mantenere  questo post, riassumendo in esso tutti quelli che ho pubblicato nel corso degli anni sul tema degli Standard.

2 commenti
  1. Edi Guerzoni
    Edi Guerzoni dice:

    Ciao Enrica! Proprio oggi mi sono letta il codice etico dell’ICOM, una bella coincidenza 🙂 e ora so che posso scaricarmi i documenti della regione! Grazie!

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *