A tu per tu con i relatori. Intervista per DeegiTo, Turin Digital Festival

Ho colto con piacere l’opportunità che mi ha offerto Emoe, l’agenzia di comunicazione e marketing che sta organizzando DeegiTo, per rispondere ad alcune domande riguardanti il digital marketing e gli strumenti per fare branding.

DeegiTo è il primo evento completo sul digitale ospitato a Torino. Due giorni di formazione con oltre 35 relatori di livello e ospiti inaspettati.

Com’è nata la tua passione in questo campo? Raccontaci la tua esperienza.

La mia passione in questo campo è nata strada facendo.

Ho completato un percorso di studi artistici all’inizio degli anni 2000. Sin dal primo incarico come freelance è risultato evidente come la componente digitale fosse già largamente diffusa, anche se la rete non era quella di oggi.

Nel corso della mia attività ho poi iniziato a riconoscere una chiara necessità, da parte di utenti anche molto diversi, rispetto alla comunicazione capillare di prodotti e servizi. Internet è risultata la risposta più sostenibile. Un corso breve in social media marketing mi ha successivamente offerto la possibilità di sviluppare nuove abilità in un ambiente in cui stimoli e strumenti scarseggiavano.

Da un paio d’anni mi occupo principalmente di branding.

Mi sono focalizzata su identità, immagine e posizionamento di marca, perché penso sia ciò che occorre ai brand aziendali e personali per differenziarsi, in un mondo in cui l’attenzione è il bene più prezioso.

Cosa non può mai mancare nella tua “cassetta degli attrezzi”?

Per fare branding è necessario dotarsi di una strategia chiara e ben strutturata.

Ci sono tanti aspetti da analizzare per ottenere buoni risultati, ma non rinuncerei agli elementi base dell’identità di marca, che devono sapersi distinguere, essere memorabili, scalabili e flessibili nel tempo, coerenti tra loro e facili da applicare per il team creativo.

Rimanendo in tema visual, insisto sempre per creare una brand style guide: si tratta del manuale di istruzioni per il corretto utilizzo di un marchio e dei suoi elementi costitutivi.

Hai una filosofia di vita o motto che guida il tuo percorso?

Mi piace ripetere quello che è diventato il mio slogan “impara a promuovere il tuo Brand in rete usando le immagini e la strategia giusta”.

Qual è oggi, secondo te, la chiave per avere successo online?

Come dicevo in apertura, penso che il branding sia quello che occorre ad aziende e singoli professionisti per differenziarsi, in un mondo in cui l’attenzione di ciascuno è un bene sempre più saccheggiato.

Curare il proprio brand richiede una cura costante attraverso strumenti digitali e tradizionali, aggiustamenti periodici e una buona strategia. Il limite è che si tratta di un’attività immateriale che produce risultati solo a medio-lungo termine. È però importante comprendere che le marche già affermate hanno alle spalle una lunga storia, fatta di tentativi riusciti e di fallimenti, che hanno contribuito a renderle quello che sono oggi.

Quali pensi siano le prospettive future del digital marketing e i nuovi trend che potrebbero imporsi?

Dal momento che le attività di branding richiedono tempo per arrivare a maturazione, ritengo che affiancarle a modalità come l’inbound marketing sia assolutamente fondamentale.

I vantaggi dell’inbound marketing possono essere estesi a qualsiasi organizzazione o tipo di azienda, a scopo di lucro o meno, che utilizzi il canale Internet come mezzo di comunicazione privilegiato con clienti esistenti e potenziali.

Quali consigli ti sentiresti di dare a un giovane che vorrebbe intraprendere la tua carriera?

La mia carriera lavorativa è cambiata moltissimo nel corso di questi 20 anni, quindi dovrei dare una risposta diversa per ciascuna fase.

Di sicuro avere e curare le propria presenza online non è un’opzione.

Le cose stanno così: dal momento che la concorrenza è altissima, è fondamentale puntare fin da subito ad essere il meglio del meglio. In questo è fondamentale sfruttare al massimo la rete sia per raccogliere che per diffondere informazioni, sempre in ottica di branding.

Quale pensi sia il valore aggiunto di un festival come Deegito?

In primo luogo le pubbliche relazioni. Tutte le occasioni che raccolgono in un unico posto i rappresentanti di una determinata nicchia sono preziosi, sia per chi è sul palco che per chi è in platea. Da una parte c’è la componente formativa, fondamentale e alla base del nostro miglioramento personale, dall’altra la possibilità di confrontarsi, creare relazioni e possibili contatti di lavoro con professionisti di altissimo livello.


Questa intervista verrà pubblicata integralmente nella sezione Media del portale deegito.it

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